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Giovedì, 24 Giugno 2021
“Apprendo dalla stampa le dichiarazioni di Joe Formaggio (FDI), secondo cui il problema delle predazioni dei lupi nei pascoli regionali andrebbe risolto autorizzando gli abbattimenti dei lupi come avviene in Germania. Perché, invece di guardare ad un modello che vede l’uccisione degli animali,
“Ho appreso dalla stampa che un medico dell’INPS è stato aggredito da un cittadino solamente perché di colore. Si tratta di un episodio vergognoso che deve essere stigmatizzato dai cittadini per bene di Chioggia”.
“Il mio pieno sostegno va ai soggetti che si oppongono alla costruzione di un nuovo centro commerciale a Due Carrare”. Silvia Benedetti, deputata patavina del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati, si schiera dalla parte dei cittadini che lottano per impedire sorga un nuovo centro
“Ho appreso dalla stampa locale che saranno abbattuti 10 alberi nei Giardini dell’Arena a Padova in quanto malati, portando le piante abbattute in zona a più di trenta. Mi auguro che gli abbattimenti, ora ed in futuro, si limitino allo stretto necessario”. Questo il pensiero della portavoce del Gruppo
La foto è emblematica e timbra ingenuamente, in modo inconfutabile, il fallimento epocale di un progetto nato, per scardinare gravi derive della politica, da un comico grande esperto di PNL con la maschera del volto usata con furbizia e da un visionario che vedeva mondi lontani e società avanzate lanciate verso il futuro. Una folla tradita ed umiliata che, immersa ancora oggi nel proprio sogno, ha semplicemente atteso la fine degli dei ed assistito al naufragio del Titanic politico suonando la messa di requiem. Naufragio lento che attende solo le nuove elezioni quando, finalmente, la nave si inabisserà sparendo per sempre.
Vedere il video di Beppe Grillo dove difende il figlio è impressionante. Non tanto per la foga a cui ci ha abituati negli anni (che non fa più scalpore) ma per il disprezzo assoluto verso tutto e verso tutti. Solo lui è l'elevato che non deve essere minimamente scalfito. Nel suo ego di idolatria iconoclasta però sa di certo che in qualsiasi processo tutti gli imputati sono innocenti davanti alla Legge fino al verdetto finale in terza battuta. Allora perchè, nella sua lucida follia (sapendo noi che non ha mai fatto nulla per nulla), ha reagito così violentemente? C'è da pensare ad una dimostrazione di forza mediatica verso l'unico personaggio (o gli unici personaggi) che deve tenere a bada imbrigliandolo nel suo "circo massimo" ossia Conte e...
“Negli ultimi giorni sono moltissime le prese di posizione contrarie alle nuove autorizzazioni per le trivellazioni alla ricerca di petrolio e gas, sia a terra che in mare, concesse dal Ministro per la Transizione Ecologica Cingolani. Anche io non posso che essere contraria a quello che è uno
Il profilo di operatrice culturale di Sarah Lanzoni è caratterizzato dagli interessi verso il sociale ed il teatro nei quali si è espressa in merito allo sviluppo di progetti che saranno argomentati nella rubrica Instagram di Giovedì 8 Aprile. Alle 19 l'ospite, in collegamento da Rovigo, raccoglierà l'invito di Piero Garibaldi per approfondire l'attività di scrittura nel contesto dell'arte contemporanea.  
“Ho appreso dalla stampa alcune decisioni prese da ministri del Governo Draghi su Venezia: il mio commento su di esse non può che essere negativo”. Questa l’affermazione della portavoce del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati Silvia Benedetti, che così argomenta: “i ministri
Sabato 13 Marzo 2021 in piazza Vittorio Emanuele II a Rovigo dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18Raccolta di firme contro ogni propaganda fascista e nazistaRovigo – Una legge di iniziativa popolare contro ogni propaganda fascista e nazista. L'idea è del sindaco di Stazzema, il comune toscano dove avvenne il terribile eccidio nazifascista dell'agosto 1944 (furono 560 i civili uccisi), che lo scorso ottobre ha presentato la proposta in Cassazione.
“Ho appreso quanto accaduto a Marco Milioni, giornalista di Vicenza Today, a Trissino, domenica 7 marzo 2021 davanti ad un locale della Valle dell’Agno: non posso che esprimergli tutta la mia solidarietà e vicinanza”. Questo il pensiero della portavoce del Gruppo Misto alla Camera dei
“L’8 marzo di quest’anno arriva nel momento in cui la pandemia da Covid-19 sta colpendo pesantemente il nostro Paese e la nostra società. La pandemia costringe tutti a sopportare dei sacrifici,  ma quelli maggiori li hanno sopportati le donne”. Questa l’amara riflessione della
“Hera ha ammesso che la richiesta di costruzione della quarta linea dell’inceneritore di San Lazzaro viene direttamente dalla Regione. Chissà come mai questa rivelazione per me è tutt’altro che sorprendente”. Questo il commento della portavoce del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati
“Quanto accaduto in provincia di Padova dimostra che la violenza maschile non conosce geografia e appartiene a uomini di tutte le categorie.” E’ lapidaria Silvia Benedetti, portavoce patavina del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati, che così commenta il duplice omicidio compiuto da Alessandro Pontin a Trebalseghe (PD), che poi si è tolto la vita.
“Si tratta di una buona notizia a fronte dei tanti eventi nefasti che in questo momento stanno colpendo la nostra Regione”. Questo il commento della portavoce del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati Silvia Benedetti alla notizia che entro il 2021 l’ex C&C, “la fabbrica dei veleni” di Pernumia, verrà bonificata grazie ad un accordo tra Regione Veneto e Veneto Acque Spa.
"Il 25 novembre è la giornata mondiale della lotta contro la violenza sulle donne: si tratta di una data particolarmente importante quest'anno". Sono le affermazioni della portavoce del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati Silvia Benedetti, che continua: "a causa del lockdown, nel periodo marzo-giugno sono raddoppiate le richieste di aiuto al numero antiviolenza 1522 rispetto al 2019, a
In pieno periodo di lockdown, a causa di un virus devastante, anche l’arte e la cultura più in generale, grazie anche ad amministrazioni sapienti, danno una mano alle attività commerciali che hanno sempre bisogno di essere presenti, con i loro brand, agli occhi dei possibili clienti. Per questo è nato il progetto “ADOTTA LA CULTURA”, che è una costola del più generale “CULTURA DIFFUSA” o “MUSEO A CIELO APERTO” che vide il primo test lo scorso anno con la realizzazione del progetto “LE 7 CHIESE di Lendinara”, sviluppato in collaborazione con l’Amministrazione e la Pro Loco, e che fu inaugurato proprio l’8 dicembre 2019 e poi bloccato dal coronavirus.
“Ieri, 11 novembre, attraverso un’interrogazione a mia prima firma, ho interpellato il Ministro dell’Ambiente Costa riguardo il numero delle sanzioni elevate a chi abbandona in modo incontrollato i mozziconi di sigaretta e piccoli rifiuti e come siano state utilizzate le risorse
La caduta degli dei... Galeotto fu il balcone! Non ci possono essere parole per una fine così vergognosa e ingloriosa. Tutto è nato il 4 ottobre 2009, giorno del Santo Frate Francescano, con il sottonome BEPPEGRILLO.IT - Poi vennero le performance del suo fondatore e a fine 2013 cambia in MOVIMENTOCINQUESTELLE.IT per affrontare la sfida elettorale. Nel dicembre del 2017 poi, senza informare la base, viene creata una nuova associazione ma sempre con lo stesso logo ma con scritta ILBLOGDELLESTELLE.IT. In sintesi il gioco dei tre bussolotti. Una nuova forma di truffa... come se uno, che si chiama Franco, andasse in giro a dire che si chiama Antonio e con questo nuovo nome operasse in tutti i settori in modo truffaldino.
Oggi, 20 settembre 2020, la Rifondazione Comunista di Padova, in un comunicato (che tra poco allego), esegue la sua liturgia di commemorazione che ne vanta (ipocritamente secondo il mio pensiero) il suo spirito libero senza mai, il suo partito, porsi in atteggiamento critico con se stesso per non aver saputo trattenere a se menti libere come la Rossanda. Ricordo ancora benissimo la sua aspra presa di posizione contro il PC di allora che aveva avallato, servo del Soviet (forse per farsi perdonare la stagione fulgida ma iconoclasta dell'Euro Comunismo di Berlinguer), l'invasione della Cecoslovacchia che culminò, in quel tragico 16 gennaio del '69, con la morte di Jan Palach per essersi cosparso di benzina e dato fuoco a Praga in piazza San Venceslao. La Primavera di Praga si stava...
“Nel leggere l’intervista apparsa oggi sulla stampa del Presidente di Confindustria Venezia e Rovigo Vincenzo Marinese, nella quale sostiene l’inceneritore di Fusina, ci pare si celi un palese conflitto di interessi”. Questo il pensiero di Patrizia Bartelle  e di Alessandra Cecchetto (VES), che continuano:
“Le tragiche notizie dei giorni scorsi riguardanti la casa di cura di Porto Viro, con un'altra anziana ospite morta ieri, permettono purtroppo di affermare senza alcun dubbio che  la struttura sia diventata una Casa di diffusione del coronavirus.” Questa l’affermazione di Patrizia Bartelle, candidata per Veneto Ecologia Solidarietà alla Presidenza della Regione Veneto ed Enrico Naccari, candidato per il Consiglio Regionale Veneto, che continuano: “i numeri tragici del contagio fanno già parlare i giornali di strage: 5 decessi, tutte donne, e ben 38 contagiati tra pazienti e operatori sanitari. E’ vero che spesso vi sono diverse patologie pregresse nel quadro clinico dei deceduti, ma ciò non toglie il fatto che senza la diffusione del...
“Le affermazioni del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa durante la sua visita in Veneto mi hanno lasciata con alcuni interrogativi”. Questo il pensiero della portavoce del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati Silvia Benedetti: “secondo quanto riportato dalla stampa, il Ministro avrebbe
La Commissione regionale d'inchiesta sulle case di riposo non produrrà neppure una relazione finale e quindi il lavoro di audizione fatto in questi mesi andrà perduto.  Perciò ho deciso di rendere pubbliche le mie riflessioni finali senza violare i doveri di riservatezza che ci siamo autoimposti, visto che non cito enti o persone ma faccio solo riflessioni generali.  Appare chiaramente un buco di 5 e poi di 15 giorni nelle direttive regionali, visto che le prime sommarie indicazioni sono state emanate dalla Regione il 6 marzo scorso e altre più stringenti solo il 16 marzo, quando già il primo marzo alcune strutture (ad esempio Antica Scuola dei Battuti) si
"Felici che il PD abbia cambiato idea sull’inceneritore di Padova. Ma ricordo che nel 2007 non ha imposto la chiusura delle prime linee dopo la creazione della terza, come era stato promosso. Nel
Referendum anti-Casta ma che la Casta la risparmia. Perché bisogna votare "No" (da: Affari Italiani di venerdì 11 settembre 2020)L'opinione di Paolo Maddalena* - Cominciamo dai due argomenti che vengono ricordati a favore del taglio dei parlamentari. Si tratta di due menzogne: il taglio dei parlamentari porterebbe maggiore efficienza” e una riduzione importante” dei costi della politica.  L’efficienza non dipende dal numero, ma dalla qualità” degli eletti. Ed è evidente che la diminuzione dei parlamentari è del tutto irrilevante a questi fini. Infatti, come è ovvio, l’aumento o la diminuzione dei parlamentari comporterebbe, in via generale,  un aumento o una diminuzione più o meno proporzionale,...
Che strano, mentre ad Adria ci sono quasi mille iscritti alla scuola alberghiera, con ragazzi che, qui da noi, si alzano alle cinque del mattino per prendere il treno o la corriera, noi s’ha un edificio bellissimo, Villa Marchiori, che potrebbe ospitare il primo triennio di questa scuola professionale, con un rilancio economico per l’intera economia lendinarese oltre che un sollievo per i ragazzi e le famiglie... ma nessuno sembra accorgersene. L’ennesimo grido nel deserto, l’ennesima utopia di qualche folle, insomma qualcosa di
In questi giorni, come candidato della lista “Veneto Ecologia Solidarietà“, ho incontrato molte persone con le quali ho discusso di molte questioni che riguardano il nostro territorio e l’Italia tutta.In particolare sulla questione sanitaria. Molti mi hanno espresso le loro difficoltà non solo a curarsi,
Veneto Ecologia Solidarietà si schiera con decisione al fianco del Coordinamento veneto per la sanità pubblica, che, oggi 11 settembre 2020, manifesta a Venezia, davanti all’assessorato regionale alla sanità, per: un nuovo Piano socio sanitario regionale, adeguato ai bisogni dei cittadini. Il PSSR, approvato
<<Una nota congiunta di Ulss 5 Polesana e Casa di cura di Porto Viro recita : "alla luce delle nuove positività e al perdurare delle difficoltà nella gestione dello episodio, si è concordato di trasferire i pazienti nell'area medica dell'ospedale Covid di Trecenta". Episodio? Può definirsi episodio un focolaio con almeno 29 persone infettate nella struttura privata, 12 operatori sanitari e 17 degenti anziani?>> Queste le affermazioni di Patrizia
Ecco perché, da padre e insegnante, ho deciso di tenere a casa i miei 3 figli da scuola, così come prescrive la legge (educazione parentale ). Ritengo infatti che i bambini soffrano tantissimo per l’uso di mascherine e tutte le altre misure sanitarie anti covid, se non adirittura peggio, rischiando di ammalarsi. E’ noto infatti che con la mascherina si respira anidride carbonica e questo non fa proprio bene.
“Viene da chiedersi se davvero entrare nella Casa di cura "Madonna della salute" non sia un problema serio, nonostante la dedicazione così devota e ispirata alla protezione benevola.” Questo il pensiero di Patrizia Bartelle, candidata alla Presidenza della Regione Veneto e di Ferrari Moreno ed Enrico Naccari, candidati al Consiglio Regionale, che continuano: “da informazioni ricevute di persona, risulterebbe che da giorni nella struttura privata di Porto Viro non si misurasse
L’impegno per l’ecologia è più che l’impegno per l’ambiente, perché l’ecologia riguarda anche la relazione tra gli organismi viventi e l’ambiente.Solidarietà comprende in se diverse tematiche, dalla Salute, Lavoro, Condivisione delle risorse del pianeta in modo equo. Il nostro gruppo politico è formato da persone che in tutti questi anni, si sono prodigate per salvare l’Ambiente naturale e tutti questi valori, in modo coerente. Troppi sono ora,
Il maxi focolaio di contagio da COVID-19 nella Casa di cura privata di Porto Viro trascina con sè alcuni interrogativi: Come è possibile che sia successo, considerando che i protocolli operativi a tutela di operatori e pazienti sono gli stessi in tutte le strutture sanitarie? Mancanza di rispetto di qualche dovuto passaggio nell'applicazione dei protocolli? Carenza di qualche dispositivo di protezione individuale o mancato rispetto del distanziamento per la ristrettezza degli spazi? Insufficienza della sanificazione? Oppure il problema risiede nei protocolli stessi, che hanno qualche smagliatura
La  Direzione Cargill  ha incontrato le rappresentanze sindacali, Confindustria di Rovigo e Venezia, il Sindaco di Castelmassa per comunicare l'intenzione di procedere ad approfondimenti riguardanti lo stabilimento ubicato presso questo comune, con l'obiettivo di efficientare  i modelli produttivi e organizzativi.
“Sulla sanità veneta occorre iniziare a raccontare la verità, uscendo dagli schemi di una narrazione leghista con una sanità veneta eccellente e con il Presidente Zaia pronto ad assumersi solo gli onori e a scaricare sempre le responsabilità degli oneri sugli altri”. La candidata per Veneto Ecologia Solidarietà Patrizia Bartelle attacca sulla questione Citrobacter a Borgo Trento: “Bene la commissione d’inchiesta che vada a fondo della questione ed appuri le eventuali responsabilità, ma la questione del citrobacter a Borgo Trento è conosciuta da mesi in ambito regionale. Come è possibile Zaia affermi ancora oggi di esserne a conoscenza solo dall’11 giugno, quando la Procura di Verona ha aperto un...
Oltre alle elezioni regionali il 20 e 21 settembre avremo anche un’altra importante scelta da fare. Si tratta del referendum confermativo sulla diminuzione dei parlamentari.In qualità di candidata alle elezioni regionali e soprattutto in qualità di cittadina del Polesine, del Veneto, dell’Italia e dell’Europa ritengo di non poter tacere su questo importante passaggio.L’importanza sta nel non cedere all’antipolitica e alla delegittimazione delle istituzioni
In campagna elettorale tutti parlano di sviluppo, ma senza precisarne i veri contenuti, quasi si trattasse di una parola magica per catturare qualche voto.Il Polesine negli anni sessanta con un’ intuizione felice aveva addirittura dato vita al Consorzio

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a cura di Franco Conti

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zagrebelsky 640(Fonte: Il Fatto Quotidiano - Silvia Truzzi) - Intorno al neopremier "una girandola di parole a vuoto". E nell'attivismo di Napolitano "prevale la paura del nuovo". Intervistato dal Fatto, il costituzionalista svolge un'analisi impietosa

del quadro politico in Italia. La nuova legge elettorale "dettata dall'arroganza e dagli interessi personali". Le larghe intese "la paralisi". E i Cinque Stelle?: "Tabula rasa non è un programma". Il Paese al bivio tra arroccamento del potere e apertura alla partecipazione, "per rianimare la politica" - Può succedere che, nella pausa di una lunga intervista, ti ritrovi in una cucina affacciata su un terrazzo precocemente fiorito, a far merenda con tè al gelsomino. E capita pure che l’intervistato t’interroghi all’improvviso sui romanzi dostoevskijani, l’Idiota in particolare. “A un certo punto, ricorderà, Ippolít dice a Myskin: ‘Principe, lei un giorno ha detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza’. In russo la parola mir vuol dire mondo e, allo stesso tempo, pace”. Per fortuna partecipa anche la figlia del professor Zagrebelsky, Giulia, studentessa di Lettere. “Abbiamo presente, per esempio, l’orrore in cui vivevano gl’immigrati di Rosarno? È pensabile che fossero in pace con i propri simili? Chi a Taranto è costretto tra le polveri dell’Ilva, non è nelle condizioni di spirito di chi respira aria di montagna. Chiediamoci se viviamo in un mondo bello o sempre più brutto, in ambienti disumani, dominati dalla violenza, dalla sopraffazione, dallo sfruttamento. Altro che bellezza! Che salvi il mondo, questo nostro mondo, è una frase da cioccolatino. Infatti, l’hanno ripetuta in molti, autocompiacendosi, in occasione dell’Oscar a La grande bellezza, come se fosse quella di Myskin. Oggi si parla per non dire nulla. E si è ascoltati proprio per questo. Il vuoto non disturba e, se è detto in certo modo, è anche seducente. In un “Miss Italia” di qualche anno fa, una ragazza, per presentarsi, ha pronunciato una frase memorabile: ‘Credo nei valori e mi sento vincente’. Una sintesi perfetta del grottesco che c’è nel tempo presente”.

Professore, che impressione le hanno fatto i discorsi del neo premier?
Mah! Non tutto piace a tutti allo stesso modo. In attesa di smentite, mi par di vedere, dietro una girandola di parole, il blocco d’una politica che gira a vuoto, funzionale al mantenimento dello status quo. Una volta Eugenio Scalfari e Giuseppe Turani definirono ‘razza padrona’ un certo equilibrio oligarchico del potere. Oggi, piuttosto riduttivamente, la chiamiamo ‘casta’. Un’interpretazione è che un sistema di potere incartapecorito e costretto sulla difensiva, avesse bisogno di rifarsi il maquillage. Se questo è vero, è chiaro che occorrevano accessori, riverniciature: il renzismo mi pare un epifenomeno. Vorrei dire agli uomini (e alle donne) nuovi del governo: attenzione, voi stessi, a non prendere troppo sul serio la vostra novità.

Il filo rosso di queste conversazioni è come sta l’Italia. Le risposte non sono quasi mai state incoraggianti: ci siamo chiesti quali responsabilità abbia la classe dirigente.
La classe dirigente – intendo coloro che stanno nelle istituzioni, a tutti i livelli – è decaduta a un livello culturale imbarazzante. La ragione è semplice: di cultura politica, la gestione del potere per il potere non ha bisogno. Sarebbe non solo superflua, ma addirittura incompatibile, contraddittoria. Potremmo usare un’immagine: c’è una lastra di ghiaccio, sopra cui accadono le cose che contano, sulle quali però s’è persa la presa; cose rispetto a cui siamo variabili dipendenti: la concentrazione del potere economico e gli andamenti della finanza mondiale, l’impoverimento e il degrado del pianeta, le migrazioni di popolazioni, per esempio. Ne subiamo le conseguenze, senza poter agire sulle cause. Tutto ciò, sopra la lastra. Sotto sta la nostra ‘classe dirigente’ che dirige un bel niente. Non tenta di mettere la testa fuori. Per far questo, occorrerebbe avere idee politiche e almeno tentare di metterle in pratica. Che cosa resta sotto la crosta? Resta il formicolio della lotta per occupare i posti migliori nella rete dei piccoli poteri oligarchici, un formicolio che interessa i pochi che sono in quella rete, che si rinnova per cooptazione, che allontana e disgusta la gran parte che ne è fuori. La politica si riduce alla gestione dei problemi del giorno per giorno, a fini di autoconservazione del sistema di potere e dei suoi equilibri. Pensiamo a chi erano gli uomini che hanno guidato la ricostruzione dell’Italia dopo la guerra: Parri, Nenni, De Gasperi, Einaudi, Togliatti, per esempio. Se li mettiamo insieme, non è perché avessero le stesse idee ma perché ne avevano, e le idee davano un senso politico alla loro azione. Le cose che, oggi, vengono dette e fatte sono pezze, sono rattoppi d’emergenza, necessari per resistere, non per esistere. Non è politica. Nella migliore delle ipotesi, se non è puro ‘potere per il potere’, è gestione tecnica. La tecnica guarda indietro; la politica dovrebbe guardare avanti.

Il governo Monti qualche disastro tecnico l’ha fatto.
La tecnica come surrogato della politica è un’illusione. Se lei chiama un idraulico perché ha il lavandino otturato, si aspetta che, a lavoro ultimato, lo scarico del lavandino funzioni. Non chiede all’idraulico di cambiarle la cucina. Così, anche i tecnici in politica. Gestiscono i guasti nei dettagli. I governi tecnici per loro natura sono conservatori, devono mantenere l’esistente facendolo funzionare . Dovrebbe essere la politica a immaginare la cucina nuova. E, fuor di metafora, dovrebbe avere di fronte a sé idee di società, programmi, proposte di vita collettiva e, soprattutto nei momenti di crisi come quello che attraversiamo, perfino modelli di società.

Giovani parlamentari e governanti dovrebbero avere un’idea del mondo.
Basta essere nuovi e giovani? No. Quello che conta è la struttura dei poteri cui si fa riferimento e di cui si è espressione. Una volta si parlava di blocco sociale, pensando alle ‘masse’ organizzate in partiti di appartenenza, in sindacati d’interessi consolidati. Si pensava alle classi sociali. Oggi, siamo lontani da tutto questo, in attesa della ricomposizione di qualche struttura sociale che possa esprimere esigenze, richieste e forze propriamente politiche. In questo vuoto politico-sociale che cosa esiste e prospera? La rete degli interessi più forti. È questa rete che esprime i dirigenti attraverso cooptazioni. La democrazia resiste come forma, ma svuotata di sostanza. Se la si volesse rinvigorire, occorrerebbe una società capace di auto-organizzazione politica, ciò che una volta sapevano fare i partiti. Oggi, invece, sono diventati per l’appunto, canali di cooptazione, per di più secondo logiche di clan e di spartizione dei posti. Così, non si promuove il tanto necessario e sbandierato rinnovamento, ma si “allevano” giovani uguali ai vecchi. Ecco la parola: il rinnovamento sembra molto spesso un ‘allevamento’. Il resto è apparenza: velocità, fattività, decisionismo, giovanilismo, futurismo, creativismo ecc. Tutte cose ben note e di spiegabile successo, soprattutto in rapporto con l’arteriosclerosi politica che dominava. Ma, la novità di sostanza dov’è? La ‘rottamazione’ a che cosa si riduce? Tanto più che nelle posizioni-chiave del ‘nuovo’ troviamo continuità anche personali che provengono dal ‘vecchio’ e la soluzione di nodi che ci trasciniamo dal passato è continuamente accantonata, come il cosiddetto conflitto d’interessi.

L’impellente necessità di modificare l’assetto costituzionale è un refrain che abbiamo ascoltato da più parti, negli ultimi anni.
Sì. Le istituzioni possono sempre essere migliorate, rese più efficienti, eccetera. Ma, a me pare che esse siano diventate il capro espiatorio di colpe che stanno altrove, precisamente nelle difficoltà che incontra un aggregato di potere che sempre più difficoltosamente riesce a mediare e tenere insieme il quadro delle compatibilità, in presenza di risorse pubbliche da distribuire sempre più scarse, e in presenza per di più d’una contestazione diffusa. Anche in passato, al tempo di Berlusconi al governo, è accaduto qualcosa di simile, ma non di uguale. L’insofferenza nei confronti della Costituzione a me pare derivasse allora dalle esigenze di un potere aggressivo. Oggi, l’atteggiamento è piuttosto difensivo. I fautori delle ‘ineludibili’ modifiche costituzionali dicono: c’è bisogno di cambiamenti per governare meglio, con più efficienza. Ma lo scopo dominante sembra l’autodifesa. Si tratta di ‘blindarsi’, per usare una parola odiosa molto in voga. Il terrore delle elezioni, la vanificazione dei risultati elettorali, i ‘congelamenti’ istituzionali in funzione di salvaguardia vanno nella stessa direzione.

“Vanificazione dei risultati elettorali”: una cosuccia non da poco in una democrazia.
La grande maggioranza degli elettori si è espressa a favore della fine del berlusconismo. Invece è stato ricreato un assetto governativo-parlamentare nel quale un cemento tiene insieme tutto quel che avrebbe dovuto essere separato. Il Parlamento attuale, sebbene non possa considerarsi decaduto per effetto della legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Consulta, dovrebbe considerarsi gravemente privato di legittimazione democratica . Ma si fa ormai finta di niente. Non bisognerebbe far di tutto per rimettere le cose a posto?

Larghe intese versus Grillo.
Le larghe intese sono la negazione della dimensione politica. Sono il regime della paralisi, della stasi. Platone paragona il buon politico al buon tessitore, al buon nocchiero, al buon medico. Nei suoi dialoghi, non è mai detto che il politico è colui che s’immagina come debba essere la convivenza nella polis: non si aveva nell’antichità l’idea che la politica fosse fatta di contrapposizione di modelli. L’idea della politica come scelta è una novità moderna. Oggi sembra che si viva in un eterno presente, in cui una posta di natura politica non esiste. Se non ci sono scelte, non c’è politica, e se non c’è politica non c’è democrazia, ma solo conflitti personali, di gruppo o di clan per posti, favori e, nel caso peggiore, garanzie d’immunità.

Quindi siamo senza futuro.
Finché la palude non viene smossa. Perché i cittadini vanno sempre meno a votare? Una volta si diceva ‘son tutti uguali’, intendendo ‘sono tutti corrotti’. Ma oggi è peggio, si pensa: ‘tanto non cambia nulla’. È un effetto della stasi politica. Il Movimento 5 Stelle è nato col dichiarato intento di smuovere la palude, addirittura di investirla con una burrasca che rovesci tutto. Una negazione, dunque. Ma, la politica deve contenere anche un intento costruttivo. Questo, finora, non è visibile o, almeno, non è percepito. Non che sia molto diverso, presso gli altri partiti, solo che questi sono già radicati e godono perciò del plusvalore che viene dall’insediamento istituzionale. Per chi si affaccia, un’idea chiara e forte del ‘chi siamo’ e ‘per cosa ci siamo’ è indispensabile. La tabula rasa e la rete non sono programmi. Non lo è nemmeno la lotta alla corruzione che, di per sé, rischia d’essere solo una competizione per la sostituzione d’una oligarchia nuova a una vecchia. Oltretutto, la storia e la stessa ‘materia del potere’ mostrano che nella politica la lotta contro la corruzione è senza prospettiva. Contro la corruzione devono valere le istituzioni di controllo e l’intransigenza dei cittadini. La politica è intrinsecamente debole. La ragione sta in quella che, all’inizio del secolo scorso, è stata definita la ‘ferrea legge delle oligarchie’, il che significa che i grandi numeri, per essere governati, hanno bisogno dei piccoli. I piccoli – e l’osservazione vale per tutti, anche per i 5 Stelle – prima o poi si chiudono in se stessi e si alimentano con la corruzione, alimentandola a propria volta. In difetto di politica, alla corruzione non c’è limite perché essa, nei regimi autoreferenziali, non è la patologia, ma la fisiologia del potere. Se si vuole: è la fisiologia dentro una patologia.

Senza speranza, dunque?
Siamo di fronte a un bivio. Da una parte c’è il progressivo arroccamento che, prima di implodere, passerebbe attraverso misure, dirette o indirette, contro la democrazia e la Costituzione. Dall’altra, la rianimazione della politica e la riapertura dei canali della partecipazione, che dovrebbe portare al rafforzamento della democrazia e della Costituzione. La prima strada è pericolosa anche per chi volesse percorrerla, perché l’inquietudine sociale, prima o poi, esploderebbe con esiti che non vorremmo nemmeno immaginare. La seconda è difficile perché la politica non s’inventa a tavolino scrivendo documenti, ma si costruisce quotidianamente nel rapporto con i bisogni, le aspirazioni, le difficoltà e i dolori dei cittadini.

Cosa pensa della decisione di non chiedere un passo indietro ai sottosegretari indagati?
La giovane ministra per i rapporti col Parlamento ha detto che non si chiede a qualcuno di dimettersi solo perché inquisito. Giusto. Altrimenti, la politica sarebbe in balia non solo, o non tanto, della discrezionalità dei giudici, ma soprattutto di denunce pretestuose o calunniose, alle quali il magistrato deve dare corso. La questione però sta in quel “solo”. Politica e giustizia hanno logiche diverse. Nulla vieta al governo di difendere – fino a un certo punto – i suoi inquisiti con le ragioni che gli sono proprie, cioè con ragioni politiche. Ma deve spiegare perché lo fa, pur in presenza di motivi di sospetto; deve assumersene la responsabilità; deve giustificare perché abbandona uno e protegge un altro. Non basta dire che si tratta ‘solo’ di procedimenti penali avviati e non conclusi (con una condanna). La presunzione d’innocenza non c’entra nulla con la dignità della politica.

Lei è mai stato tentato dalla politica?
Ciò cui mi sento più adatto è l’insegnamento. Per la politica, soprattutto per la politica, occorrerebbe una vera vocazione. Ricorda la conferenza di Max Weber intitolata, per l’appunto, la politica come professione-vocazione? Ecco: non sento la vocazione. C’è poi una considerazione che riguarda un potenziale conflitto d’interesse. Chi si occupa di attività intellettuali deve essere disinteressato personalmente. Ancora citando Weber: non deve cedere alla tentazione di mettere se stesso, e i suoi interessi, davanti all’oggetto dei suoi studi. Potrebbe esserci la tentazione di dire cose e sostenere tesi non per amore della verità (la piccola verità che si può andar cercando), ma per ingraziarsi questo o quel potente che ti può offrire, arruolandoti, una carriera politica.

Perché la politica non attrae più i migliori?
Una volta avere in famiglia un deputato o un senatore era come avere un cardinale. Oggi, talora, ci si vergogna perfino. Ha visto quanti ‘rifiuti eccellenti’, opposti alla seduzione di un posto al governo? Se la politica non ha prospettive ma è semplicemente un girone d’affari, non servono politici, servono affaristi.

Vota?
Ho sempre votato, malgrado tutto. C’è una pagina di ‘Non c’è futuro senza perdono’ del premio Nobel per la Pace e arcivescovo di Città del Capo, Desmond Tutu, in cui si descrive la coda al seggio dei neri del suo Paese che, acquistati i diritti politici dopo l’apartheid, per la prima volta vanno a votare, piangendo. Attenzione a dire che il voto è un orpello.

Cosa pensa dell’Italicum nato dall’accordo tra il Pd e Forza Italia?
Non so che cosa ne verrà fuori. Mi colpisce, comunque, che la legge elettorale sia decisa dagli accordi d’interesse di tre persone (Berlusconi, Renzi, Alfano), invece che dalle ragioni della democrazia, cioè dalle ragioni di tutti i cittadini elettori. Mi colpisce tanta arroganza, mentre con un Parlamento delegittimato come l’attuale, si tratterebbe di fare la legge più neutrale possibile. Mi colpisce che si pensi a una legge che, contro un’indicazione precisa della Corte costituzionale, creerebbe una profonda disomogeneità politica tra le due Camere. Mi colpisce che si dica con tanta leggerezza che non importa, perché il Senato sarà abolito. Mi colpisce che nel frattempo, comunque, si sospenderà il diritto alle elezioni, perché la contraddizione tra le due Camere impedirà di scioglierle. Mi colpisce che non ci siano reazioni adeguate a questa passeggiata sulle istituzioni.

E l’idea di “diminuire” il Senato?
Vedremo la proposta. Fin da ora, vorrei dire che piuttosto che un pasticcio – interessi frammentati di politici locali con una spruzzata di cultura –, piuttosto che una cosa indefinita, senza una funzione, una propria ragion d’essere stabile e continuativa, meglio l’abolizione radicale. Meglio il nulla, piuttosto che l’umiliazione. Esistono già commissioni paritetiche, per la bisogna. Si cerchi di non trattare le istituzioni come merce vile che si vende al qualunquismo antiparlamentare al prezzo di qualche piccolo risparmio sul ‘costo della politica’. I Senati, o ‘seconde Camere’, o ‘Camere alte’ hanno profonde ragioni d’esistenza. Le loro funzioni, quali che esse specificamente siano, si giustificano con l’esigenza di introdurre nei tempi brevi della democrazia rappresentativa la considerazione d’interessi di più lunga durata, che riguardano – come si dice – le generazioni future. Sono assemblee moderatrici rispetto all’incalzare del consenso elettorale che deve essere incassato a intervalli brevi dall’altra assemblea. La prima Camera è necessariamente miope; la seconda Camera deve essere presbite. Deve far valere le ragioni della durata su quelle dell’immediatezza. La sua composizione e le sue funzioni dovrebbero tener conto di questa vocazione, essenziale affinché la democrazia rappresentativa non dilapidi in tempo breve le risorse di tutti, nell’interesse elettorale di qualcuno. Mi pare che i discorsi dei nostri riformatori restino molto in superficie, rispetto alla profondità della questione.

Non è un bel momento, anche per le istituzioni di garanzia.
Le istituzioni di garanzia sono la magistratura, dunque anche la corte costituzionale, e il presidente della Repubblica. Poi c’è la libera stampa, che dovrebbe vigilare nell’esercizio della sua funzione al servizio della pubblica opinione. Siccome nelle oligarchie, come si è detto, le segrete cose – trattative, patti non dichiarati e dichiarabili, corruzione delle funzioni pubbliche – sono fisiologiche, le istituzioni di garanzia e libera stampa dovrebbero fare da contraltare quando occorre. In ogni caso, non mescolarsi e non omologarsi.

Il sistema italiano è perfettamente riassunto dal rapporto tra Rai e politica: è una commissione parlamentare che vigila sul servizio pubblico – e sull’informazione che produce – e non il contrario. Ben più che un paradosso.
È uno dei grandi rovesciamenti che ci tocca osservare in questi tempi. Non l’unico. Pensiamo ad esempio al sistema elettorale. Dovrebbe garantire che la base della vita politica stia presso i cittadini elettori. La logica della legge che abbiamo avuto fino a ora e, con ogni probabilità, di quella che avremo se la riforma andrà in porto, è invece quella della nomina dall’alto (delle segreterie dei partiti), con ratifica degli elettori. Uno dei principi del Fascismo era: ‘il potere procede dall’alto ed è acconsentito dal basso’.

Torniamo a Weber: cosa può indurre uno studioso a rinunciare a un bene sommo quale l’autonomia?
Le risposte più banali sono la seduzione del potere, la carriera. C’è però, credo, la tentazione dell’apprendista stregone o della ‘mosca cocchiera’: pensare di guidare la politica. Quando Carl Schmitt è stato processato a Norimberga, ha osato dire: ‘Non sono io a essere stato nazista, era il nazismo a essere schmittiano’.

Il pericolo non è essere costretti a sostenere certe tesi a tutti i costi?
Se si riferisce all’atteggiamento di molti costituzionalisti nei confronti dell’ultima fase della presidenza di Giorgio Napolitano, direi che è prevalsa l’idea che il presidente della Repubblica fosse l’ultimo baluardo, al di là del quale il caos, il disastro, il fallimento. Ciò ha portato a giustificare l’assunzione di compiti e il compimento di atti che nella storia costituzionale repubblicana, non si erano mai incontrati. Al punto che si parla ormai come cosa ovvia, non problematica, d’una repubblica presidenziale che ha preso il posto del sistema parlamentare. Tutto ciò si è manifestato in un attivismo finora sconosciuto. Ma è stato un attivismo orientato a quella che si dice essere la stabilità e la continuità, e che si traduce in conservazione. Mi pare che si possa dire che è prevalsa la paura del nuovo, il pessimismo politico. Solo apparentemente per paradosso, l’attivismo costituzionale è coinciso con il conservatorismo politico. La Costituzione, prevedendo un ruolo neutrale e super partes, del presidente della Repubblica, dà, mi pare, un’indicazione opposta: l’imparzialità costituzionale per consentire le innovazioni politiche, il rinnovamento della vita politica. Ottimismo politico.

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