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MOVIMENTO I FORCONI( fonte IL FATTO QUOTIDIANO).Blocchi e presidi dal Veneto alla Campania, dalla periferia di Milano fino a Palermo, dalle Marche alla Sardegna. Al momento la situazione più critica si registra a Torino. Si temono infiltrazioni di gruppi di estrema destra, e non solo. A Genova e Imperia bloccati i binari della stazione.

L’onda lunga della protesta dei forconi, contro l’austerità e il governo Letta, si muove in tutta Italia. La protesta è organizzata dal movimento di agricoltori e pastori protagonisti delle manifestazioni in Sicilia dell’anno scorso e da alcune sigle minori dei camionisti, ma vede la partecipazione anche di semplici cittadini che chiedono le dimissioni dell’esecutivo. Già dalla tarda serata di domenica sono sorti un centinaio di presidi dalla Sicilia al Veneto. Volantinaggi e manifestazioni in tante città, dove sono assenti sigle o bandiere di partito, ma sventolano i tricolori e viene intonato l’inno di Mameli. Si temono infiltrazioni di gruppi di estrema destra, e non solo, come ha spiegato Mariano Ferro, leader del movimento dei forconi: “Saremo noi per primi a difenderci da eventuali infiltrati. Ho paura, io per primo ho paura perché le infiltrazioni mafiose, le infiltrazioni di estremisti di destra o di sinistra non ci fanno bene, fanno un favore al sistema. Purtroppo, però, ci sono. A questi penseranno le forze dell’ordine. Ha ragione il Viminale a dire stiamo attenti. Ma noi saremo i primi a punirli severamente allontanandoli dai presidi”.Alta tensione a Torino, pochi blocchi del traffico - Nel capoluogo piemontese la situazione più difficile: sono state lanciate molotov contro il Palazzo della Regione. Al momento sono pochi i blocchi stradali lungo la Penisola: Anas ha chiuso provvisoriamente al traffico le rampe di ingresso e di uscita dello svincolo di Battipaglia dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. Gli automobilisti possono utilizzare gli svincoli di Pontecagnano sud oppure di Eboli. Il presidio dei manifestanti sta provocando rallentamenti in entrambe le direzioni anche sulla strada statale 18 “Tirrena Inferiore” tra Capaccio Paestum e l’innesto per l’autostrada A3. Sono stati registrati rallentamenti in altri punti della rete autostradale. I più significativi sono quelli agli svincoli autostradali di Carisio (Novara), sulla Torino-Milano, dove i manifestanti occupano simbolicamente la strada ogni cinque minuti per distribuire i volantini. L’altro disagio è sulla A4, all’altezza del casello di Soave (in provincia di Verona), il traffico è di fatto bloccato da una colonna di tir che avanza a rilento impedendo il passaggio di auto.Anche a Milano un centinaio di persone si sono recate davanti alla sede di Equitalia, per poi spostarsi sotto il palazzo della Regione. I manifestanti, scortati dalle forze dell’ordine, si sono seduti in strada per qualche minuti per bloccare il traffico. Equitalia è stata presa di mira anche aBologna, dove è stato organizzato un presidio di una cinquantina di persone. “Non c’è violenza – spiega Elisabetta Bianchi, una delle organizzatrici – Vogliamo che i dirigenti di Equitalia vengano fuori, siamo cittadini stanchi”. Il corteo, al cui interno ci sono infiltrati di estrema destra, si sta dirigendo verso la tangenziale. In Sardegna è stata bloccata la strada che collega Cagliari con la sede dell’Agenzia delle Entrate nel quartiere periferico di via Pintus. Proteste simili con autotrasportatori si stanno svolgendo sulla strada statale 130, poco distante da Elmas, e davanti al Porto Canale di Cagliari. Qualche momento di tensione fra manifestanti e automobilisti che cercano di raggiungere la sede dell’Agenzia. A Bari, il prefetto Mario Tafaro ha disposto“il divieto di assembramento degli automezzi lungo tutta la rete stradale ed autostradale della provincia dal 9 al 13 dicembre”. Mentre a Brindisi i manifestanti si sono radunati sotto il municipio.La protesta degli autotrasportatori – Al porto di Genova il traffico ha subito rallentamenti e nel centro della città ci sono disagi per la manifestazione. Volantinaggi sono in corso da parte di Trasportounito – che ha deciso il fermo dell’autotrasporto fino al 13 dicembre – ai varchi portuali di Voltri, San Benigno e Sampierdarena, oltre al casello autostradale di Genova Bolzaneto, per sensibilizzare i lavoratori sulla situazione critica del comparto. “Noi non abbiamo nulla a che fare con la protesta dei forconi – sottolineano gli autotrasportatori – il nostro fermo era deciso da tempo e non vogliamo strumentalizzazioni”. Nel centro città ci sono un migliaio di persone – lavoratori, studenti, disoccupati – che ha bloccato il traffico in piazza De Ferrari e alcuni bus Amt, acceso fumogeni, scandendo slogan contro partiti e sindacati. Una decina di carabinieri che presidiano l’ingresso della Prefettura a Genova ha acconsentito a una richiesta del movimento di protesta che sfila per Genova e si sono tolti i caschi. Dalla diretta radio sul canale ufficiale di Youtube, il movimento annuncia: “Abbiamo fermato anche il porto di Livorno, e si stanno muovendo anche a La Spezia e Viareggio”. Anche nella Capitale un centinaio manifestanti si sono radunati a Piazzale dei Partigiani, dove sono stati allestiti gazebo e un camper con presidio fisso. Tra gli striscioni, uno dalla scritta “9 dicembre, l’Italia si ferma”. Blocchi del traffico e presidi anche a Latina: “Pronti a invadere Roma, se voteranno la fiducia al governo”.Sciopero Forconi, presidi in tutta Italia: “Fermiamo il Paese. Non siamo violenti”Blocchi e presidi dal Veneto alla Campania, dalla periferia di Milano fino a Palermo, dalle Marche alla Sardegna. Al momento la situazione più critica si registra a Torino. Si temono infiltrazioni di gruppi di estrema destra, e non solo. A Genova e Imperia bloccati i binari della staziL’onda lunga della protesta dei forconi, contro l’austerità e il governo Letta, si muove in tutta Italia. La protesta è organizzata dal movimento di agricoltori e pastori protagonisti delle manifestazioni in Sicilia dell’anno scorso e da alcune sigle minori dei camionisti, ma vede la partecipazione anche di semplici cittadini che chiedono le dimissioni dell’esecutivo. Già dalla tarda serata di domenica sono sorti un centinaio di presidi dalla Sicilia al Veneto. Volantinaggi e manifestazioni in tante città, dove sono assenti sigle o bandiere di partito, ma sventolano i tricolori e viene intonato l’inno di Mameli. Si temono infiltrazioni di gruppi di estrema destra, e non solo, come ha spiegato Mariano Ferro, leader del movimento dei forconi: “Saremo noi per primi a difenderci da eventuali infiltrati. Ho paura, io per primo ho paura perché le infiltrazioni mafiose, le infiltrazioni di estremisti di destra o di sinistra non ci fanno bene, fanno un favore al sistema. Purtroppo, però, ci sono. A questi penseranno le forze dell’ordine. Ha ragione il Viminale a dire stiamo attenti. Ma noi saremo i primi a punirli severamente allontanandoli dai presidi”.Alta tensione a Torino, pochi blocchi del traffico - Nel capoluogo piemontese la situazione più difficile: sono state lanciate molotov contro il Palazzo della Regione. Al momento sono pochi i blocchi stradali lungo la Penisola: Anas ha chiuso provvisoriamente al traffico le rampe di ingresso e di uscita dello svincolo di Battipaglia dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. Gli automobilisti possono utilizzare gli svincoli di Pontecagnano sud oppure di Eboli. Il presidio dei manifestanti sta provocando rallentamenti in entrambe le direzioni anche sulla strada statale 18 “Tirrena Inferiore” tra Capaccio Paestum e l’innesto per l’autostrada A3. Sono stati registrati rallentamenti in altri punti della rete autostradale. I più significativi sono quelli agli svincoli autostradali di Carisio (Novara), sulla Torino-Milano, dove i manifestanti occupano simbolicamente la strada ogni cinque minuti per distribuire i volantini. L’altro disagio è sulla A4, all’altezza del casello di Soave (in provincia di Verona), il traffico è di fatto bloccato da una colonna di tir che avanza a rilento impedendo il passaggio di auto.Anche a Milano un centinaio di persone si sono recate davanti alla sede di Equitalia, per poi spostarsi sotto il palazzo della Regione. I manifestanti, scortati dalle forze dell’ordine, si sono seduti in strada per qualche minuti per bloccare il traffico. Equitalia è stata presa di mira anche aBologna, dove è stato organizzato un presidio di una cinquantina di persone. “Non c’è violenza – spiega Elisabetta Bianchi, una delle organizzatrici – Vogliamo che i dirigenti di Equitalia vengano fuori, siamo cittadini stanchi”. Il corteo, al cui interno ci sono infiltrati di estrema destra, si sta dirigendo verso la tangenziale. In Sardegna è stata bloccata la strada che collega Cagliari con la sede dell’Agenzia delle Entrate nel quartiere periferico di via Pintus. Proteste simili con autotrasportatori si stanno svolgendo sulla strada statale 130, poco distante da Elmas, e davanti al Porto Canale di Cagliari. Qualche momento di tensione fra manifestanti e automobilisti che cercano di raggiungere la sede dell’Agenzia. A Bari, il prefetto Mario Tafaro ha disposto“il divieto di assembramento degli automezzi lungo tutta la rete stradale ed autostradale della provincia dal 9 al 13 dicembre”. Mentre a Brindisi i manifestanti si sono radunati sotto il municipio.La protesta degli autotrasportatori – Al porto di Genova il traffico ha subito rallentamenti e nel centro della città ci sono disagi per la manifestazione. Volantinaggi sono in corso da parte di Trasportounito – che ha deciso il fermo dell’autotrasporto fino al 13 dicembre – ai varchi portuali di Voltri, San Benigno e Sampierdarena, oltre al casello autostradale di Genova Bolzaneto, per sensibilizzare i lavoratori sulla situazione critica del comparto. “Noi non abbiamo nulla a che fare con la protesta dei forconi – sottolineano gli autotrasportatori – il nostro fermo era deciso da tempo e non vogliamo strumentalizzazioni”. Nel centro città ci sono un migliaio di persone – lavoratori, studenti, disoccupati – che ha bloccato il traffico in piazza De Ferrari e alcuni bus Amt, acceso fumogeni, scandendo slogan contro partiti e sindacati. Una decina di carabinieri che presidiano l’ingresso della Prefettura a Genova ha acconsentito a una richiesta del movimento di protesta che sfila per Genova e si sono tolti i caschi. Dalla diretta radio sul canale ufficiale di Youtube, il movimento annuncia: “Abbiamo fermato anche il porto di Livorno, e si stanno muovendo anche a La Spezia e Viareggio”. Anche nella Capitale un centinaio manifestanti si sono radunati a Piazzale dei Partigiani, dove sono stati allestiti gazebo e un camper con presidio fisso. Tra gli striscioni, uno dalla scritta “9 dicembre, l’Italia si ferma”. Blocchi del traffico e presidi anche a Latina: “Pronti a invadere Roma, se voteranno la fiducia al governo”.In piazza del Plebiscito a Napoli un centinaio di manifestanti del associazione “9 dicembre” e di “Forza sociale” ha causato forti disagi alla viabilità. Mentre a Palermo sono stati organizzati due presidi (in via Ernesto Basile e in piazza Indipendenza), dove sono stati distribuiti volantini e provocato rallentamenti al traffico. Anche a Catania l’agitazione è stata confermata, ma non ci sarà nessun blocco. I Forconi sono presenti con due presidi: al casello di San Gregorio, luogo simbolo della protesta, e sull’autostrada A18, la Messina-Catania. Una delegazione di una decina di manifestanti ha trascorso la notte sul posto annunciando un volantinaggio. La zona è presidiata da ieri sera dalle forze dell’ordine. A Catania la Questura, su richiesta del movimento, ha autorizzato manifestazioni e incontri a piazza Università.Le ragioni della protesta - Il movimento che a gennaio 2012 paralizzò la Sicilia ha trovato nuovi alleati, dai Liberi imprenditori federalisti europei (Life) all’associazione italiana trasportatori (Aitra), dal Movimento autonomo autotrasportatori (Maa) ai Cobas del latte, dai Comitati runiti agricoli (Cra) ad Azione rurale Veneto. E l‘agitazione organizzata da agricoltori, camionisti, piccoli imprenditori, operai, disoccupati e semplici cittadini, sembra non arrestarsi. ”Se mercoledì verrà data la fiducia al governo la nostra protesta rimarrà in piedi fino a che non se ne vanno. Sarà sciopero a oltranza – dichiara Danilo Calvani, coordinatore del movimento dei forconi -, nelle forme pacifiche e democratiche che si conoscono. C’è grande euforia, penso che avremo tutto il popolo in piazza. Saremo milioni perché milioni sono le persone che non ce la fanno più. Non è un’iniziativa di settore, ma di popolo”. Per Calvani deve cadere tutto, “perché se qualcosa rimane in piedi poi ricresce e ci ruba di nuovo il pane di bocca. Il loro – dice in un’intervista al Corriere della Sera – è stato un lungo e imperdonabile tradimento, come se tua moglie ti mettesse le corna con cento uomini. Che la puoi perdonare?”.

 

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