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PROCESSO ANNIBALILa donna ha lasciato l'aula quando l'uomo, accusato di essere il mandante dell'agguato, ha iniziato a rendere dichiarazioni spontanee davanti al gup. "Mi sento responsabile di quello che è accaduto. La situazione mi è sfuggita di mano. A Lucia e alla sua famiglia volevo bene. Capisco che stiano soffrendo, ma anche i miei familiari stanno soffrendo. Io ho anche una figlia piccola".

Sono le parole più importanti dette questa mattina, nei venti minuti e neanche di dichiarazioni spontanee rese davanti al giudice, da Luca Varani, l'ex avvocato pesarese accusato di essere il mandante dell'aggressione con l'acido a Lucia Annibali, sua collega ed ex fidanzata. Lucia è uscita dall'aula quando Varani ha preso la parola. Quando dall'aula trapelano queste parole, qualcuno pensa a una parziale ammissione, anzi ad una clamorosa confessione, di Varani. Ma in realtà il presunto mandante dell'agguato, almeno per ora, si è limitato a ripetere quanto già dichiarato sia nelle lettere inviate dal carcere che negli interrogatori resi ai carabinieri: io volevo solo fare danneggiare l'auto nuova di Lucia con l'acido, sono andato a comprare 4 confezioni di disgorgante all'Obi, una di queste l'ho perfino provata sulla mensola dello studio, ma non pensavo che qualcuno poi decidesse di tirare in faccia l'acido a Lucia, come accaduto la sera del 16 aprile. Varani ha anche citato un articolo del 'Carlino' che riferiva di un suo compagno di cella che lo vedeva spesso piangere in carcere. Ha anche detto che capisce che il giudice sia in difficoltà a tradurre in pena quella che ritiene la sua responsabilità. Il 37enne che rischia 20 anni di carcere (la pena richiesta dal pm) è arrivato con una macchina (e non con il cellulare, come l'altro imputato, Rubin Talaban) della polizia penitenziaria. Nessuna parzialità di trattamento, "solo una questione di carenza di mezzi", assicurano gli agenti della penitenziaria. Questa mattina non sono ancora apparsi i familiari di Varani, come invece era successo nell'udienze del 22 febbraio scorso. Ora la parola passa alle difesa di Rubin Talaban, il legale Gianluca Sposito, e la giornata potrebbe riservare ulteriori sorprese. di Alessandro Mazzanti

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