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BAMBINI A SCUOLA(fonte IL FATTO QUOTIDIANO).Da domenica 6 aprile scatta l’obbligo di produrre un certificato penale che il datore di lavoro dovrà richiedere a chi è a contatto con bambini e ragazzini. Una norma che ha provocato reazioni nel mondo del volontariato - ma i volontari non dovranno produrlo perché la norma riguarda chi ha un contratto di lavoro - visto che son previste sanzioni pesanti.

Per docenti e bidelli invece sarà necessario. Domenica prossima, 6 aprile, per chi lavora a contatto con i minori scatta l’obbligo di produrre uncertificato penale. Una norma che ha provocato vivaci reazioni nel mondo del volontariato – ma i volontari non dovranno produrlo – e più in generale nell’associazionismo, visto che son previste sanzioni pesanti. Chiarimenti, richieste di modifiche e anche di rinvio però sono arrivate anche dalla politica: Sc, Pd e Udc. Saranno invece docenti e bidelli che dovranno avere quello che è stato ribattezzato il certificato antipedofilia. Anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, due giorni fa, aveva espresso alcune perplessità: “Sono profondamente rispettoso delle leggi e delle norme, in particolare quelle contro gli abusi e lo sfruttamento sessuale dei minori, tuttavia non posso non rilevare che il decreto legislativo che andrà in vigore da domenica rischia di bloccare l’attività di centomila associazioni sportive”. Poi una circolare del ministero della Giustizia ha chiarito che l’obbligo non grava “su enti e associazioni di volontariato pur quando intendano avvalersi dell’opera di volontari”. La norma è contenuta nel Decreto legislativo 39 del 4 marzo 2014 attuativo di una Direttiva Comunitaria relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e lapornografia minorile, e riguarda tutte le organizzazioni che impiegano personale le cui mansioni comportino contatti diretti e regolari con minori. Qualunque datore di lavoro che impiega una persona per lo svolgimento di attività professionali o volontarie che comportino contatti diretti e regolari con minori deve richiedere al lavoratore il certificato penale del casellario giudiziale. Se non lo richiede, il datore di lavoro è soggetto a una sanzione, ossia al pagamento di una somma da 10.000 a 15.000 euro. Ma l’obbligo del certificato del casellario giudiziale scatta solo di fronte alla stipula di un contratto di lavoro e non dove ci si avvalga di forme di collaborazione. “Il decreto legislativo n. 30 del 2014 – si legge nella circolare del ministero – che attua una direttiva dell’Unione europea – n. 93 del 2011 in materia di lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile prescrive che il ‘soggetto che intenda impiegare al lavoro una persona per lo svolgimento di attività professionali o attività volontarie organizzate che comportino contatti diretti e regolari con minori’ deve richiedere, prima di stipulare il contratto di lavoro e quindi prima dell’assunzione al lavoro, il certificato del casellario giudiziale della persona da impiegare, ‘al fine di verificare l’esistenza di condanne per taluno dei reati di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies e 609-undecies del codice penale, ovvero l’irrogazione di sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori”.

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