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Pensioni-doro-Malaschini

Confermato in testa l'ex manager Telecom, Sentinelli. Le cifre fornite alla Camera dal sottosegretario al Lavoro, Carlo dell'Aringa. Il presidente Luigi Giampaolino è il numero 1 della Corte dei conti.

(di Luisa Grion - La Repubblica on-line)

ROMA - Pensioni d'oro, anzi di platino. Se la metà dei pensionati italiani se la deve cavare con un assegno inferiore ai mille euro al mese,

c'è chi quella cifra, sempre al mese, la moltiplica per novanta. Il trattamento più alto erogato dall'Inps, pur se lordo, tocca quota 91.337,18 euro.

Lo ha reso noto il sottosegretario al Lavoro, Carlo dell'Aringa, rispondendo in commissione Lavoro della Camera a un'interrogazione di Deborah Bergamini (Pdl). Scorrendo la "top ten" previdenziale fornita dal sottosegretario, c'è un salto fra il primo e il secondo posto, che si ferma a 66.436,88 euro. Ancora uno scalino per arrivare ai 51.781,93 e ai 50.885,43 euro del terzo e quarto posto. Poi la situazione si stabilizza, con i restanti "classificati" dal quinto a decimo posto che restano nella fascia dei 40mila euro, esattamente da 47.934,61 a 41.707,54.

Una lista che, pur costruita a norma di legge e in base a una marea di contributi versati "dimostra quanto sia urgente un intervento sulle pensioni d'oro" ha commento la Bergamini, perché "il tema coinvolge una questione di equità e di coesione sociale", soprattutto nel contesto della crisi economica. "I dati sono impressionanti e dimostrano tutta la portata distorsiva di quel criterio retributivo dal quale ci stiamo fortunatamente allontanando grazie alle riforme degli ultimi anni".

Detto questo, è chiaro che un minuto dopo la diffusione della classifica è partita la caccia ai "ricchi in pensione", cui di sicuro non spetta un futuro da panchina al parco. Secondo quanto riferisce il sito del Sole 24 ore la palma d'oro va a Mauro Sentinelli, cui va appunto l'assegno di gran lunga più pesante, quello che supera i 91 mila euro lordi. E' un ex-manager e ingegnere elettronico della Telecom che ha visto lievitare le entrate negli ultimi due anni di un altro migliaio di euro al mese e che comunque era in testa alla classifica degli assegni Inps già nel 2012.

Il secondo posto, quello a quota 66 mila, resta misterioso: l'interrogazione parlamentare ad opera della Bergamini ha ottenuto infatti risposta sulle quantità, non sui nomi. Il terzo posto comunque, da quanto si può dedurre dall'incrocio dei dati, appartiene a Mauro Gambaro, un novarese di 67 anni anche lui già presente nelle classifiche del passato. E' l'ex direttore generale di Interbanca e dell'Inter football club e intasca un vitalizio mensile lordo di quasi 52 mila euro. Lo segue, al quarto posto, Alberto De Petris, anche lui ex manager Infostrada e Telecom. Quinto nella lista Germano Fanelli, "re" della componentistica elettronica e dei semiconduttori.

Fin qui il quintetto di testa. Dal sesto posto in poi la classifica si fa più ardua da comporre e l'attribuzione dei posti più incerta. Fra gli accreditati al vitalizio dorato c'è Vito Gamberale, cui andrebbe l'assegno che si aggira sui 45 euro lordi mensili. Cifra cui si avvicinerebbero anche Alberto Giordano, ex vertice della Cassa di Roma e Federico Imbert, ex JP Morgan.

Va ripetuto che si tratta di assegni maturati nella più totale legalità e correttezza, ma certo le cifre fanno impressione, visto che sono molto, molto più alte del reddito medio annuo di una famiglia italiana che sta ben sotto i 30 mila euro. Va anche sottolineato che su tali assegni incide una pesante fiscalità generale, più i prelievi applicati alle rendite più alte. "Benché gli interventi in materia siano delicati, anche sul fronte della costituzionalità, e avendo cura di evitare le colpevolizzazioni verso chi trae beneficio da tali trattamenti, è evidente che equità e solidarietà non sono temi trascurabili, specialmente in tempi di crisi e di gravi sacrifici per tutti" ha commentato ancora la Bergamini.
(08 agosto 2013)

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