Mercoledì, 25 Novembre 2020
 
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bartelle vesAppare evidente come la politica del trasporto pubblico veneto in salsa leghista già prima dell’emergenza CoViD-19 fosse fallimentare, come testimoniato dalle numerose lamentele dei pendolari nelle diverse provincie. Ora l’Assessore Regionale ai Trasporti De Berti, mentre spara a zero sul Governo che ha trovato 40 mln per le Aziende di trasporto per coprire i mancati incassi

dell'ultimo periodo, mette a disposizione 10 mln del bilancio regionale per integrare la somma, aggiungendo che “sono pochi e quindi non basteranno”. 
Non basteranno a chi? Non basteranno ai pendolari che si recano al lavoro, agli studenti che vanno a scuola, alle badanti che si recano nei paesini per assistere degli anziani non autosufficienti? Insomma, questi 50 mln andranno alle persone che utilizzano il mezzo pubblico per i più svariati motivi, a volte economici, e che andrebbero premiati considerato che non usano la propria automobile privata e quindi contribuiscono alla riduzione di emissioni inquinanti?

Ovviamente no. Vanno alle aziende di trasporto su gomma, che una infelice decisione di Zaia ha costretto a mantenere in esercizio le stesse linee e le stesse percorrenze in tempi di epidemia, con corse ovviamente sempre vuote e che oggi vogliono essere risarcite per le perdite subite.

Ma chi sono queste aziende di trasporto che hanno in concessione (quindi si tratta di servizio pubblico!) i bacini di trasporto su gomma?

Innanzitutto sono i privati, che in ogni Provincia hanno in concessione alcune tratte e quindi vogliono arricchire i soci senza che nessuno negli anni scorsi, quando si realizzavano utili, abbia verificato gli investimenti per rinnovare il parco mezzi.

Poi c'è Busitalia, società del gruppo Ferrovie dello Stato, che in Veneto guadagna due volte, con i bus e con i treni regionali, visto che Zaia ha rinnovato la sua concessione senza fare la gara europea, fino al 2032.

Infine ci sono le Aziende tipo Actv, Atv, Atvo, Svt, ecc, che hanno per soci Città capoluogo, Comuni, Province e che spesso presentano bilanci dissestati che vanno ad incidere sulle casse dei comuni, come avviene per tutte le altre municipalizzate. Comuni quasi sempre amministrati da maggioranze a trazione leghista e  quindi sostenitori di Zaia e De Berti, come appare anche plasticamente dai cartelloni di propaganda elettorale sul retro degli autobus, che ognuno di noi deve subire suo malgrado per chilometri assieme ai gas di scarico se si va a trovare dietro un autobus.

Patrizia Bartelle

Candidata Presidente alla Regione Veneto per Veneto Ecologia e Solidarietà

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