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CAMERA DEI DEPUTATI( fonte IL FATTO QUOTIDIANO).I deputati del Movimento 5 Stelle chiedono lo stop dei lavori del Parlamento dopo la decisione della Consulta sul sistema di voto in Italia. Alessio Villarosa (M5S): "Calendarizzare la proposta di ritorno al Mattarellum". L'Aula si oppone alla riunione della conferenza dei capigruppo e gli eletti grillini hanno abbandonato i banchi.

“Se la legge elettorale è incostituzionale, siamo tutti illegittimati a operare. Noi siamo pronti a dimetterci non appena tornerà il Mattarellum”. Il Movimento 5 Stelle, il giorno dopo la decisione della Consulta sul sistema di voto in Italia, a Montecitorio accende i toni e chiede lo stop ai lavori del Parlamento. “Siamo tutti abusivi”, dice Carlo Sibilia, “d’ora in poi ogni nostro atto potrà essere messo in discussione”. I deputati grillini hanno chiesto la conferenza dei capigruppo per votare il ritorno al Mattarellum. Chi difende l’istituzione è invece la presidente Laura Boldrini: “Questa Camera è pienamente legittima e legittimata ad operare”. Messa al voto la richiesta è stata respinta e i deputati M5S hanno abbandonato l’Aula in segno di protesta. “Un Parlamento illegittimo – ha scritto in un post sul blog di Beppe Grillo il gruppo Camera – Che tale deve rimanere, almeno per la presidente Laura Boldrini. Il Movimento 5 Stelle alla Camera ha chiesto la convocazione di una conferenza dei capigruppo per decidere la calendarizzazione d’urgenza della legge elettorale alla luce della pronuncia della Consulta che ha già dichiarato incostituzionale il ‘Porcellum’. Niente da fare”. E continuano: “I gruppi di Camera e Senato, tra l’altro hanno bisogno di incontrarsi per discutere, per cui è stata chiesta la sospensione dei lavori. Niente da fare. Certo, se, come successe lo scorso luglio, fosse Brunetta a chiederlo, allora si blocca il Parlamento per giorni, come avvenuto per concedere al fu Pdl di riunirsi. Allora non è stato per la pronuncia della Corte costituzionale, ma perché la Cassazione aveva fissato l’udienza per il processo Mediaset. Per la Boldrini la sorte di Berlusconi vale più di una legge elettorale dichiarata incostituzionale”.Villarosa dice di aver chiesto prima per telefono e poi per iscritto una immediata convocazione della capigruppo. Sostiene di aver avuto un diniego e ne ha chiesto in Aula le ragioni. “E’ falso“, replica Boldrini, che legge una propria lettera di risposta a Villarosa in cui gli chiedeva di precisare l’oggetto della richiesta “visto che la lettera conteneva solo che si tenesse una discussione”. Agli attacchi di M5S, Boldrini ha risposto: “State dando uno spettacolo non degno di questo Parlamento”. Parole riprese da Mauro Ottobre, che ha chiesto di “non fare più assistere alle scolaresche questi spettacoli in Aula”.Ettore Rosato, deputato Pd, ha poi invitato la Presidenza ad adottare provvedimenti contro i deputati del M5S: “Quando un collega la insulta – ha detto rivolto a Boldrini – offende non solo lei ma l’intera istituzione. La invito a essere più severa e se questi atteggiamenti vengono reiterati è giusto che che li assume venga allontanato dall’Aula. La presidenza è stata più che tollerante”. Adriana Galgano, di Scelta Civica, si associa “alle parole di Rosato: è giusto prendere provvedimenti”. Ma i 5 Stelle continuano a puntare il dito contro la presidente, regolamento alla mano. Così Boldrini legge in Aula quanto stabilito stamani dalla Giunta del Regolamento sul procedere dei lavori. Sta al governo “valutare se sussiste l’urgenza per invertire l’ordine dei lavori“, e la scelta assunta in tal senso “non è sindacabile dalla presidenza. Questo l’esito – puntualizza la presidente – per questo abbiamo proseguito i lavori come da odg. Se la Giunta avesse deciso diversamente, avremmo agito differentemente”. Ma la polemica non si placa e i 5 Stelle , dopo aver visto l’Aula respingere la loro richiesta di sospendere i lavori, abbandonano l’emiciclo.

 

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