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CONSIGLIERI REGIONALISono 53 i consiglieri regionali indagati dalla Procura di Napoli. L’accusa per tutti è di peculato. Gli inquirenti hanno ricostruito le modalità di spesa, per 2,5 milioni di euro, nel biennio 2010-2012.

Anche in questo caso l’inchiesta – condotta dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dal pm Giancarlo Novelli – ha setacciato migliaia di scontrini e fatture, ricomponendo il puzzle dei rimborsi. Come spendono i consiglieri campani i nostri soldi? Cialde di caffè, sigarette, sfogliatelle, addirittura tintura per capelli. Il Pdl ha speso 11mila euro tra bar e pasticcerie con frequenti salti in enoteca per acquistare vini di qualità. C’è poi un’uscita che lascia senza parole: 190 euro, destinati ai rimborsi, sono stati utilizzati per ripianare un furto dalla cassa del gruppo Pdl. Il nuovo Psi ha acquistato occhiali da vista, farmaci e anche una Barbie. E poi le irrinunciabili cene e decine di cd e dvd. Nel gruppo misto hanno pensato di pagarsi anche la tassa sulla spazzatura, la Tarsu, e dagli atti della guardia di Finanza è possibile ricavare la speciale classifica tra partiti: al primo posto, per l’utilizzo irregolare dei fondi, si piazzano Idv e Udeur – a pari merito – con il 95 per cento delle spese sospette. Segue il Nuovo Psi, con il 91 per cento. Al quarto posto c’è il Pdl, con l’89 per cento, che deve spiegare agli inquirenti come ha speso 728mila euro. Nell’indagine sono coinvolti anche tre parlamentari: il senatore Domenico De Siano (Pdl), la deputata Eva Longo (Pdl) e il collega Pd Umberto Del Basso De Caro. Il Presidente della Regione, Stefano Caldoro non risulta nell’elenco degli indagati.MOLISENel fascicolo dell’inchiesta della Procura di Campobasso, sui rimborsi della Regione Molise, si analizzano centinaia di fatture e ricevute riferite agli anni tra il 2009 e il 2011. Non ci sono solo gelati, pizze, cd, regali, pranzi e cene al ristorante. Tra le spese fatte con i soldi pubblici dai 30 consiglieri del piccolo Molise c’è anche chi avrebbe messo in nota spese del gruppo il rimborso di uno spettacolo di lap dance in un locale notturno della Capitale. L’indagine – condotta dal procuratore Nicola D’Angelo – coinvolge molti consiglieri in carica nel biennio preso in esame, che devono rispondere di un “buco” che secondo le Fiamme gialle supera i 2 milioni di euro l’anno. Reati ipotizzati: appropriazione indebita e peculato.BASILICATAÈ l’aprile 2013 quando la Procura di Potenza ordina gli arresti domiciliari per tre assessoriVincenzo Viti (Pd), Rosa Mastrosimone (Idv) e Nicola Pagliuca (Pdl). Per altri 8 consiglieri ottiene il divieto di dimora. La “rimborsopoli” lucana conta 48 indagati. L’inchiesta porta alle dimissioni dell’ex governatore Vito De Filippo e dell’intera giunta. La procura sequestra 170 mila euro. Tra le giustificazioni più surreali spicca quella di Vincenzo Ruggiero (ex Udc): 15 mila euro spesi per le presunte prestazioni di una “collaboratrice” che, secondo l’accusa, non sembrano collegate ad “attività lavorative”. Interrogata, la donna racconta di aver eseguito il suo lavoro direttamente a casa di Ruggiero e di aver tenuto segreta la collaborazione al marito. Alla fantasia non c’è limite. Rosa Mastrosimone ha allegato 105 ricevute fiscali dello stesso ristorante: il gestore, però, dichiara di non averla mai vista. Il capitolo pasti è, come sempre, il più variegato: ricevute alterate negli importi, casi clamorosi di ubiquità, con consiglieri che, mentre erano in viaggio a Roma, pranzavano a Matera. Le ultime elezioni in Basilicata hanno registrato la più bassa affluenza di sempre: ha votato soltanto il 48 per cento degli elettori. E nelle urne, all’interno della scheda, molti hanno infilato per protesta uno scontrino.CALABRIALa “rimborsopoli” calabrese conta tredici indagati: sei politici di centrosinistra e sette di centrodestra. La somma nel mirino degli investigatori, in un totale di diversi milioni di euro utilizzati dai consiglieri, oscilla tra i 600 mila e il milione di euro spesi illecitamente. Tra i nomi eccellenti troviamo l’ex governatore del Pd Agazio Loiero e il senatore (eletto con Grande Sud, ora nel Ncd)Giovanni Bilardi. Le accuse spaziano dal peculato al falso alla truffa. E tra fatture e scontrini è emerso di tutto. Un biglietto per assistere a uno spettacolo di lap dance, per esempio, e un tagliando del gratta e vinci. E soprattutto viaggi ingiustificati sia all’estero sia in Italia. C’è persino chi ha affittato un intero pullman a Chianciano. Una gran voglia di condividere, insomma, che porta un singolo consigliere a rendicontare ben 66 coperti in un solo ristorante e in solo giorno. Non è l’unico: la Finanza registra scontrini per ripetuti pranzi per comitive da 20 fino a 25 commensali. E poi i vini, con fatture che passano dai 30 ai 780 euro. Tra le spese spacciate per “attività consiliare” anche materiale elettrico acquistato nei ferramenta e l’arredo bagni e detersivi. Poi il “rimborso” per le bollette della Tarsu. E, se non bastasse, persino una multa della polizia stradale. Che tanto si può dire “andavo a un appuntamento di lavoro”. PUGLIANon ci sono indagini della Procura sulle spese del consiglio regionale presieduto da Vendola. Ma il rapporto della Corte dei Conti ha portato alla luce una condotta tutt’altro che edificante. Nel 2012, 9 degli 11 rendiconti presentati dai gruppi sono risultati essere irregolari. Consiglieri e assessori, tanto a destra quanto a sinistra, non hanno risparmiato le richieste di rimborso nemmeno per caffè, bottigliette d’acqua, cornetti e cappuccini. Spiccano gli 800 euro di panettoni rimborsati al gruppo I Moderati e Popolari, le richieste del Pdl per gli abbonamenti a Gazzetta, Corriere dello Sport e Tuttosport e le sponsorizzazioni dell’Udc ad alcuni tornei di calcetto.SICILIAA fine 2012 l’ex presidente dell’Ars, Francesco Cascio (Pdl), si è presentato spontaneamente in procura per consegnare la documentazione contabile del consiglio regionale. Solo in quell’anno, i gruppi del parlamentino siciliano hanno speso 12,6 milioni di euro. I magistrati indagano sui capigruppo Antonello Cracolici (Pd), Giulia Adamo (Pdl), Francesco Musotto (Mpa) e Rudy Maira (Pid) per spese non istituzionali o ingiustificate. Tra le fatture, i pm hanno trovato anche l’acquisto di auto e i regali di nozze.SARDEGNAIn Sardegna le inchieste sono due. L’ex capogruppo del Pdl in consiglio regionale, Mario Diana, è finito in carcere in custodia cautelare per aver distratto circa 250 mila euro di fondi pubblici e aver utilizzato decine di migliaia di euro per incontri e dibattiti non attinenti – secondo la procura – all’attività politica. In carcere anche Carlo Sanjust (Pdl) che si sarebbe appropriato di 23 mila euro pubblici per pagare le spese del suo matrimonio e altri 27 mila euro destinati a corsi di formazione. L’inchiesta-bis riguarda altri 38 consiglieri regionali di Pdl, Udc e Pd (tra cui anche Francesca Barracciu, vincitrice delle primarie del centrosinistra). In tutto, ad oggi, risultano indagati complessivamente 53 consiglieri sardi (alcuni ancora in carica).di Loredana Di Cesare, Andrea Giambartolomei e Tommaso Rodano

 

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