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camera-aula(Fonte: Il Fatto Quotidiano) - In apertura di seduta si votano le cinque pregiudiziali di costituzionalità. Continuano le polemiche dopo la votazione lampo di ieri in Commissione. Lega esce dall'Aula per protesta - Dopo i due giorni di ‘guerriglia’ M5S a Montecitorio e, soprattutto, dopo le polemiche e le trattative tra i partiti, il testo dell’Italicum arriva alla prova della Camera.

Con un ‘fardello’ non leggero. Sono poco più di 400, infatti, gli emendamenti alla legge elettorale depositati dai vari componenti dell’emiciclo, un numero superiore, quindi, a quelli presentati in commissione. Le più numerose sono le proposte di modifica griffate dal Movimento 5 Stelle, con i piccoli partiti della maggioranza e dell’opposizione che lamentano le modalità del voto in commissione. Lega e Fdi, non appena inizierà il dibattito in Aula, chiederanno di riportare subito il testo in commissione. E stamane la loro richiesta sarà messa in votazione. Così come saranno votate le 5 pregiudiziali di costituzionalità di Sel, PI, Fdi e M5S. Su ognuna delle votazioni è prevista la possibilità di richiedere il voto segreto. Ed è questo lo spettro che alza la tensione, soprattutto dentro il Pd.

Ancora fresco, del resto, il ricordo dei 101 franchi tiratori che hanno affossato Prodi nella corsa alQuirinale. Se dovessero tornare in azione al momento del voto, la legge elettorale sarebbe subito affossata al pari della legislatura. La minoranza, tuttavia, assicura che la sua battaglia sugli emendamenti (da quelli sulle soglie e sulle preferenze a quelli per la parità di genere) sarà “a viso aperto”. Parola di Gianni Cuperlo durante una riunione del gruppo in serata, in cui l’ex presidente Pd ha invitato alla “compattezza” anche come risposta al M5S. Per il capogruppo democratico a Montecitorio Roberto Speranza, quello di oggi sarà per il giorno del “Pd pride” sulle riforme. Se si supererà lo scoglio delle pregiudiziali, poi, dalla prossima settimana si entrerà nel vivo, con il voto degli emendamenti. Alle 14, poi, si riunirà la conferenza dei capigruppo che dovrà decidere il calendario dei lavori.

In Aula tutti i partiti hanno ripresentato le proposte di modifica già depositate in commissione, incluso il Pd, che le aveva ritirate. In più, i tre contraenti dell’accordo, Pd, FI e Ncd, si dividono la presentazione degli emendamenti concordati: i dem firmano quelli sulle soglie (dal 35 al 37% e dal 5 al 4%) e sulla delega al governo per disegnare i collegi, Ncd quello sulle candidature multiple e FI il cosiddetto ‘Salva Lega‘. I rappresentanti del Pd confidano che ci sia ancora spazio, in Aula, per altre modifiche concordate, come quella sulla parità di genere. Ma la segreteria ribadisce che si voteranno solo se c’è il via libera di FI. Nel frattempo, Stefano Bonaccini, membro della segreteria renziana, risponde a muso duro al segretario della Lega Matteo Salvini che criticava la legge: “Se si mostra ostile, non saremo certo noi a spingere per il ‘salva Lega’”.

CRONACA ORA PER ORA 

10.24 – Bossio (Pd): “Voto contro la legge elettorale, è favore a B.” – “Renzi ci sta spianando con i carri armati e D’Attorre e Cuperlo gli rispondono di fioretto, il segretario spara bombe e noi spacchiamo il capello in quattro. Basta, io voto contro questa legge elettorale. E’ un sistema incostituzionale, è la riforma di Berlusconi, quella che lui aspettava da 20 anni. E’ il bluff di Renzi che ci dice che queste sono le riforme, invece non è vero niente”. Così la deputata del Pd Enza Bruno Bossio in un’intervista a Repubblica.

10.23 – Formigoni: “O preferenze o ‘preferite’ del capo” - ”Battaglia Ncd per la preferenza è battaglia di libertà:o avremo preferenza e sceglieranno i cittadini,o avremo le preferite scelte dal capo”. Lo dice Roberto Formigoni di Ncd.

10.20 – Ripresi i lavori. Sisto (Fi): “Voto in commissione valido e regolare” - “La votazione in commissione ieri è stata regolare. La presenza è stata certificata ed i voti pure”. Lo ha ribadito nell’Aula della Camera il presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio Francesco Paolo Sisto in relazione al voto sul mandato al relatore sulla legge elettorale in commissione, contestato dall’opposizione.

10.15 – Lega abbandona Aula per protesta - La Lega non partecipa alle votazioni di oggi dell’Aula della Camera. Lo annuncia Giancarlo Giorgetti in solidarietà per Christian Invernizzi, “cui ieri è stato impedito di votare in Commissione”. “Non c’è violenza maggiore di impedire a un deputato di votare”, ha ribadito. Boldrini ha detto che “del tema si occupa l’Ufficio di presidenza”.

10.03 – Boldrini dice no a ripetizione voto. Seduta Camera sospesa - L’Aula della Camera ha deciso una sospensione dei lavori per dieci minuti, per consentire ai deputati della Lega di riunirsi dopo che la presidente Laura Boldrini ha negato la ripetizione del voto di ieri in commissione sul mandato al relatore sulla legge elettorale, rifacendosi a quanto aveva detto in Aula il presidente della stessa commissione Francesco Paolo Sisto, secondo cui il voto era stato regolare. L’Assemblea non ha ancora iniziato l’esame le pregiudiziali di costituzionalità e di merito presentate sulla legge elettorale da Sel, Pi, Fdi e M5S.

09.56 – M5S in Aula solo per voto su pregiudiziali - Il Movimento 5 Stelle sarà in Aula alla Camera, durante l’esame del testo base per la legge elettorale, solo per la discussione e il voto delle pregiudiziali di costituzionalità e non per il resto dei lavori. E’ quanto riferiscono fonti 5 Stelle.

09.53 – Lega chiede ripetizione del voto in Commissione – “La presidenza della Camera faccia ripetere il voto di ieri in Commissione sul mandato al relatore sulla legge elettorale”. Lo ha chiesto nell’Aula della Camera Massimiliano Fedriga della Lega. Alla richiesta si sono associati Lega, M5S, Fdi e Sel. Contrario alla ripetizione il Pd.

09.50 – Letta formalizza dimissioni De Girolamo - La presidente della Camera Laura Boldrini, in apertura della seduta a Montecitorio, ha letto una lettera che il premier Enrico Letta ha inviato alla Camera in cui si annuncia formalmente che il presidente della Repubblica ha “accettato le dimissioni dell’onorevole De Girolamo da ministro” dell’Agricoltura conferendo l’interim allo stesso presidente del Consiglio.

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