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ladro in biciclettaRiconosciuto nel suo paese d'origine, dove era tornato dopo la fuga. Nella sua auto, trovato un vero e proprio 'kit del rapinatore'

In estate era riuscito a evadere dal carcere dove era detenuto, in provincia di Pesaro. Ma anziché nascondersi, è tornato nel suo paese d’origine dove lo conoscono tutti. Anche i carabinieri. Nel suo curriculum infatti ci sono fiori di rapine e altri reati. E domenica, a un carabiniere in borghese è bastato lanciare uno sguardo a quel ciclista per riconoscerlo: era Giampietro Ghirardello, classe 1951, di Badia Polesine. Un ricercato per essere evaso il 3 agosto dal carcere in cui stava scontando una condanna. Stando alle prime informazioni raccolte, domenica Ghirardello era in sella a una bicicletta sulla strada che da Lendinara porta a Lusia. All’improvviso si è trovato davanti i carabinieri del nucleo investigativo di Rovigo, capitanati da Nicola Di Cesare. Al momento non è chiaro da quanto tempo il fuggitivo era tornato in Polesine, dove abita ancora la madre. Ma quel che è certo è che l’evasione non è l’unica situazione di cui dovrà rendere conto alla procura. Secondo le prime informazioni raccolte,quando i carabinieri hanno iniziato a perquisirlo sono saltate fuori le chiavi di un’auto. Un’auto che era parcheggiata a Legnago (Verona). E dentro c’era di tutto. In quella macchina chiusa a chiave di cui Ghirardello aveva le chiavi c’era il kit del perfetto rapinatore. Tutto quello che occorreva per mettere a segno nuovi (o vecchi) colpi: parrucche, guanti, passamontagna. Non mancavano anche targhe rubate che, se montate su un’auto, rendono il mezzo non rintracciabile durante sopralluoghi, furti o rapine. A completare il quadro, anche alcuni oggetti considerati provente di furto. Ghirardello è stato arrestato per evasione e si attende la convalida del giudice. Poi verrà trasferito a Pesaro, dove per lui si riapriranno le porte del carcere. Nel 2002 fu condannato dal tribunale di Padova a 12 anni, 5 mesi e 20 giorni per una serie di rapine commesse tra il 1996 e il 1999. Nel 2009 era già evaso, stavolta da Campobasso, sfruttando un permesso premio. Fu rintracciato nel modenese a bordo di un’auto rubata in Veneto con a bordo due pistole giocattolo, una delle quali modificata, un’accetta, diversi coltelli, due parrucche ed un binocolo. Cristina Degliesposti

 

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