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BASSANI PRESIDE«Saremo inflessibili». Allieva ferita al volto, il preside chiama l’ambulanza.UNA RAGAZZA colpita sul volto da una compagna di scuola; ragazzi sotto choc davanti al grave episodio; la corsa dell’ambulanza che ha portato l’allieva in ospedale.

La lite è scoppiata giovedì scorso all’istituto Primo Levi.Il preside dell’istituto Piero Bassani, profondamente turbato, interviene sulla spiacevole vicenda.«Non sono stato testimone dell’episodio — racconta rammaricato — ma mi hanno spiegato in modo dettagliato quanto è accaduto, particolari che sono stati confermati da più fonti. Dopo aver sentito le testimonianze ho fatto a tutti la predica. Una ragazza è stata colpita ad un occhio, è caduta in preda al dolore a causa della lente a contatto che si era spostata. Ho deciso io di chiamare ambulanza che l’ha trasportata al pronto soccorso, poi ho saputo che fortunatamente non si era fatta molto male. Ma si è trattato di un episodio molto grave e ho convocato per lunedì il consiglio di classe che deciderà le misure disciplinari da prendere».E prosegue: «Posso capire che tutto ciò faccia notizia anche perché non ci siamo abituati, un brutto episodio che fa notizia, quando invece preferiamo che escano solo le cose tante cose buone che facciamo in questa scuola, e sono davvero tante. Da noi il rispetto reciproco deve essere la regola, e quanto successo ha finito per gettare in una cattiva luce tutto l’ambiente». Bassani confida anche di conoscere bene le due allieve e di sapere che l’episodio viene da lontano, da un a lunga serie di incomprensioni tra alcuni elementi delle due classi. Tra questi, un gita scolastica alla quale una parte degli studenti non vorrebbe partecipare, proprio per una difficoltà di rapporti. Il preside afferma: «Speriamo che le famiglie capiscano le difficoltà della scuola a gestire situazioni come queste, non bisogna però drammatizzare il fatto. Non tollero assolutamente la violenza fisica, meno ancora quale psicologica».AL DIRIGENTE scolastico, fa eco la famiglia di una delle due giovani coinvolte nel fatto. «Vorremo fosse chiaro — dicono i genitori — che nostra figlia ha reagito istintivamente, per difendersi dopo che era stata spintonata. Tra l’altro il colpo non è stato dato in viso. Nostra figlia è stata costretta a cambiare classe proprio per una difficoltà di rapporti con chi non la lasciava mai in pace, quindi quanto successo è frutto di situazioni maturate nel corso del tempo e che noi avevamo segnalato alla scuola e agli insegnanti. Si punta il dito solo su una delle parti e secondo noi senza sentire tutte le campane, così non si fa». E la famiglia conclude: «E’ un episodio negativo, ci dispiace anche per l’immagine della scuola, che è resta un istituto d’eccellenza».Giovanni Saretto

 

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