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servizio-politiche-socialiParlare di politiche sociali in un piccolo comune come Lendinara, vuol dire purtroppo doversi scontrare con la situazione economica contingente, fatta di scarse disponibilità in bilancio e degli ulteriori tagli dei trasferimenti agli Enti Locali - nonostante la reintroduzione

di una tassa sulla proprietà immobiliare come l’IMU o adesso LUC- da parte del governo centrale: in quest’ottica il primo compito di un’amministrazione deve essere quello di razionalizzare le spese, salvaguardando ad ogni costo i servizi, che proprio in questo momento sono più necessari ad ampie fasce della popolazione già in difficoltà.

Tuttavia, se ad oggi i bilanci si sono fatti quadrare a colpi di aumenti di tariffe, questa strada non può più essere percorribile, ed è necessario davvero puntare su un serio piano di spending review per selezionare e concentrare le risorse su alcuni progetti e settori davvero irrununciabili per la cittadinanza.

Ciò che interessa qui non è porre l’attenzione sull’accezione delle politiche sociali nell’ambito dell’assistenza, ma fare sì che iniziative e progetti siano destinati alle esigenze di tutta la comunità, per poter produrre un sistema di sviluppo inclusivo e dinamico: non bisogna pensare alle “fasce più bisognose” come un compartimento stagno della nostra società per potere provvedere realmente a calibrare interventi efficaci, e bisogna rendersi conto di quali siano davvero le esigenze e le possibilità concrete di azione, puntando l’attenzione su donne, giovani, anziani, nuovi italiani.

Le politiche sociali di un’amministrazione devono parlare in modo nuovo di edilizia pubblica, lavoro, presenza sul territorio, coinvolgimento delle realtà del volontariato, spazi pubblici e ricreativi, all’interno di un unico progetto guida.

Molti sono ambiti che coinvolgono competenze sovracomunali e scelte di politica nazionale, tuttavia, anche nel circoscritto ambito d’azione consentito, è necessario che un’amministrazione locale cerchi di caratterizzare la sua azione su alcuni punti fondanti:

  • lavoro: ad oggi l’azione dell’amministrazione è limitata dalle proprie competenze, né paiono possibili iniziative virtuose come quelle portate avanti da comuni in situazioni finanziarie più prospere, quello che si può fare è promuovere, la creazione di infrastrutture (come la vera banda larga) che possano consentire la presenza di poli industriali ad alta tecnologia e del terziario, un  patto con gli imprenditori, che garantisca sgravi sulle tasse alle attività commerciali almeno per primi 3 anni di vita, la creazione - già sperimentata in altre realtà - di costruzioni di edilizia commerciale convenzionata, che consentano a giovani professionisti la possibilità di affittare per i primi 5 anni di esercizio, locali ad un canone concordato
  • assistenza: ad oggi è il compito più propriamente svolto dai comuni, ma si basa ancora troppo su una minima assitenza finanziaria, quello che invece si deve riuscire a fare è un coordinamento degli sforzi di tutti gli attori, associazioni, comitati, istituzioni, per poter intervenire al meglio su ogni fronte. L’assistenza al di là della soluzione di problemi contingenti, deve essere finalizzata all’inclusione dei soggetti più deboli all’interno della cittadinanza: non solo attenzione all’indigenza e al disagio sociale, ma anche alla disabilità, alla necessità degli anziani, agli immigrati. La creazione di spazi fisici di aggregazione sociale che a Lendinara sono assenti, è la chiave per interagire al meglio con queste realtà: sportelli per il cittadino, centri per i diritti, creazione di corsi di alfabetizzazione informatica o di italiano per stranieri, aperti in collaborazione con associazioni di volontariato e soggetti no-profit, possono aiutare a monitorare e migliorare le situazioni più a rischio, fatta salva l’attività già svolta dai servizi sociali, il comune dovrebbe facilitare la creazione di una Banca del tempo dove il ritorno al "baratto" possa aiutare le famiglie in questa crisi senza fine.
  • casa: l’emergenza abitativa, seppure non acuta come in altre realtà, è presente anche nel nostro territorio, a causa di un radicale cambio di prospettive nel mercato del lavoro attuale.

L'aspetto fiscale, oltre ad essere un problema di bilancio, entra a diritto nell’ambito degli strumenti delle politiche sociali, le tariffe dei servizi devono essere calibrate sulle condizioni dei cittadini, continuando a porre l’attenzione sui nuclei famigliari numerosi, come su quelli composti da un’unica persona, verificando attentamente tutti i requisiti richiesti per esoneri e riduzioni di tariffe (siano essi canoni di affitto, tariffe del trasporto urbano, costi delle scuole dell’infanzia…).

La trasparenza può essere ottenuta solo in un modo, cioè con la partecipazione effettiva della cittadinanza alle decisioni della politica: la democrazia partecipativa deve essere il metodo per coinvolgere tutti gli attori presenti sul territorio alle decisioni che riguardano la comunità, così come la trasparenza amministrativa deve consentire di vagliare e valutare ogni atto dell’Amministrazione, insieme ad altri strumenti di controllo che devono essere via via implementati:

  • normare e rendere possibili i referendum consultivi comunali, in modo che siano vincolanti per le azioni dell’amministrazione, soprattutto in tema di utilizzo/alienazione dei beni comuni
  • istituire l’anagrafe degli eletti e dei nominati e delle loro dichiarazioni patrimoniali
  • rendere pubbliche e disponibili, attraverso pubblicazione sul web, atti e delibere
  • installare una webcam nella sala del consiglio comunale per dare la possibilità a tutti di seguire, (vista poi la sede di Lendinara una persona diversamente abile potrebbe anche volendo raggiungerla da sola)

Oltre a queste considerazioni di buon senso, parlando di politiche sociali non si può fare a meno di promuovere anche l’istituzione di organismi che possano meglio monitorare l’evoluzione della nostra comunità, per questo, al di là delle convinzioni di ognuno, è opportuno che per raccogliere le sfide del tempo presente chi amministra guardi davvero al futuro, e per questo sono irrinunciabili provvedimenti che istituiscano, accanto a organismi già presenti,  un registro delle unioni civili, per poter equiparare - almeno sul piano tariffario a livello comunale - la condizione delle famiglie di fatto a quelle tradizionali, un metodo continuativo per la convocazione di un tavolo delle associazioni di volontariato e una consulta degli immigrati che possa avere una propria rappresentanza presso l’Amministrazione Comunale (come un consigliere non votante, o altro), per poter avere un’immagine delle esigenze di chi pur lavorando e pagando le tasse nel nostro territorio, non può esprimere il proprio voto.

Le politiche sociali in senso lato, dunque, devono mirare all’inclusione e alla partecipazione dei cittadini, in nome dei quali è amministrata la Cosa Pubblica - di tutti i cittadini -, al miglioramento dei servizi e di conseguenza della vivibilità del territorio, e non alla mera soluzione delle emergenze, solo così si potrà costruire una sana cooperazione tra tutte le fasce della popolazione, garantendo la qualità dei servizi attraverso una vera cittadinanza attiva. f.s.

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