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villanova ghttps://www.facebook.com/permalink.php?id=138406749688860&story_fbid=175489285980606

Concordo col Comitato di Villanova del Ghebbo (leggasi il contenuto accessibile tramite il suddetto link) sulla fusione con Lendinara e Lusia (con possibile inclusione di Fratta Polesine e S. Bellino).

Trovo, infatti, illogico e irragionevole la fusione di Villanova del Ghebbo con Arquà Polesine, sia per la distanza che per i servizi. Trovo, invece, assai più ragionevole ed auspicabile una fusione tra Lendinara, Lusia e Villanova del Ghebbo, che darebbe un Signor Comune dalle dimensioni demografiche e territoriali al meglio dell'ottimale (18.240 abitanti e 88,81 kmq), tenuto conto che (secondo vari studi commissionati negli ultimi tempi): l'ottimale - per una maggiore efficienza, efficacia ed economicità dei Comuni - è tra 15 e 20 mila abitanti (e fino a 25 mila). Ciò implica che al suddetto trio può aggregarsi anche Fratta Polesine che eleverebbe il neo Comune a 21.011 abitanti e a 109,78 kmq, nonché S. Bellino per una più ampia estensione (sempre ottimale) che lo porterebbe a 22.388 abitanti e 131,14 kmq (il secondo Comune del Polesine). Un signor Comune che, oltre alla riduzione dei costi (obbligatoria, se non vogliamo finire tutti in bancarotta), potrà assicurare migliori servizi, con maggiore efficienza ed efficacia, per le superiori disponibilità economiche e finanziarie che detto nuovo Comune andrebbe ad acquisire. A tutto ciò, si aggiungano anche i contributi dello Stato (per 10 anni e nella misura straordinaria del 20% in aggiunta a quanto trasferito ai comuni oggetto di fusione), nonché i contributi della Regione Veneto (una tantum per 5 anni). E dopo la fusione dei Comuni italiani, a dimensioni intorno ai 20 mila abitanti (con possibili deroghe per quelli montani), si potrà e dovrà passare alla soppressione delle regioni e delle province, essendo i Comuni, nel frattempo, divenuti autosufficienti nel dare tutti i servizi ai propri cittadini. Il mio auspicio, quindi, è che l'anno 2014 sia davvero l'anno di avvio di una reale ristrutturazione della macchina periferica dello Stato (che costa circa 300 miliardi annui e che negli ultimi tempi ha perso il controllo delle sue azioni, incrementando imposte e tasse locali a misure sempre più insostenibili, oltre che vessatorie). Buon 2014 a tutti,gerry

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