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LendinaraLENDINARA AGGRESSIONE NELL’UFFICIO DELLA POLIZIA LOCALE. UNA DONNA SI È SCAGLIATA CONTRO L’AGENTE. Secondo un passante lei, alla guida di un camper, avrebbe danneggiato l’auto di servizio .

Pugni, schiaffi, e minacce. L’aggressione è scattata nell’ufficio della polizia locale di Lendinara dove la guardia giurata e l’autista del camper erano seduti per spiegare ai vigili le circostanze della rottura dello specchietto dall’auto di servizio della guardia. E successo nel tardo pomeriggio di sabato scorso. Tutto inizia quando una guardia giurata entra per una ispezione di routine all’interno di un istituto di credito. Poco dopo ne esce e un passante gli riferisce che un camper facendo manovra aveva staccato lo specchietto retrovisore dalla fiancata della sua auto di servizio. La guardia non si perde d’animo, avvisa una pattuglia di vigili urbani lì vicino e assieme in pochi minuti rintracciano il camper. Il mezzo è condotto da una donna italiana, a bordo c’è anche un uomo. La guardia e i vigili chiedono spiegazioni del presunto danneggiamento all’auto di servizio. Poi tutti si dirigono verso la sede della polizia municipale di Lendinara. Nell’ufficio la spiegazione continua, la donna viene identificata e sottoposta all’accertamento dell’alcol test. Ed è forse in questo momento che esplode la sua rabbia, una reazione improvvisa, almeno secondo il racconto della guardia giurata. La donna aggredisce l’agente privato, lo insulta colano schiaffi, pugni, spinte e minacce. Una tempesta di botte alla quale la guardia non reagisce. Sono i vigili e i poliziotti della stradale ad intervenire e a fermare la furia della donna. La guardia viene poi accompagnata all’ospedale dove viene medicata con una prognosi di guarigione di poco meno di dieci giorni. Sull’argomento interviene Daniele Cordone, responsabile della Fisascat Cisl degli agenti di vigilanza: “E’ la dimostrazione dei rischi che chi lavora come guardia giurata deve costantemente affrontare. Oltre a quelli legati più strettamente alla sicurezza può anche capitare di diventare vittima di aggressioni improvvise. Il problema è che le guardie non sono nè carne nè pesce, non hanno mai lo status di pubblico ufficiale. Noi nel direttivo regionale Fisascat ci battiamo sempre per migliorare le condizioni dei colleghi".Alberto Garbellini

 

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