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porto tolle(Fonte: Il Gazzettino del Nord-Est) - E' la cifra astronomica stimata dalla perizia Ispra per i problemi creati dall'impianto di Polesine Camerini

- Una cifra astronomica, senza precedenti: tre miliardi e 600 milioni di euro. A tanto ammonterebbe il danno ambientale causato dalla centrale Enel Polesine Camerini di Porto Tolle a causa delle emissioni ritenute inquinanti avvenute fino al 2005. Lo sostiene una perizia realizzata dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) per conto dei ministeri dell’Ambiente e della Salute, depositata la scorsa settimana dall’Avvocatura dello Stato ai giudici della sezione civile della Corte d’Appello di Venezia, nel procedimento per la quantificazione del risarcimento che lo Stato rivendica a seguito della sentenza con cui la Cassazione, nel 2011, ha accertato la responsabilità dei vertici Enel per i reati diemissioni moleste, danneggiamenti e violazione della normativa sull'inquinamento atmosferico fino al 2004.

In apertura di causa l’Avvocatura dello Stato aveva quantificato la richiesta di risarcimento in 100 milioni di euro: ora che il procedimento è giunto alle battute finali ha voluto documentare che il danno all’ambiente è di gran lunga superiore, sollecitando i giudici a prenderne atto con la sentenza che dovrebbe arrivare prima dell’estate. La perizia Ispra, firmata dall’ingegner Leonardo Arru, calcola in un miliardo di euro il danno per la mancata "ambientalizzazione", ovvero per la mancata adozione da parte di Enel di sistemi per la riduzione di microinquinanti. Altri 2,6 miliardi di euro si riferiscono al presunto danno subìto dalla collettività per la perdita di salubrità ambientale a seguito dello scarico in atmosfera di oltre 400mila tonnellate di biossido di acido di zolfo (So2).

Enel respinge ogni accusa e sostiene che nessun addebito può essere mosso ai dirigenti o alla società e che nessun danno, all’ambiente o alla salute dei cittadini, può essere addebitato all’attività della centrale termoelettrica. Quanto alla perizia dell’Ispra, viene definita «totalmente infondata», sia nei presupposti che nella metodologia. Dall’ufficio stampa dell’azienda elettrica, la più grande d’Italia e la seconda utility quotata d'Europa per capacità installata, spiegano tra l’altro che, nella quantificazione del presunto danno, si fa riferimento a tutte le emissioni ritenute in eccesso rispetto ad una normativa che successivamente è stata derogata. Insomma, secondo Enel la centrale di Porto Tolle avrebbe operato nell’ambito delle autorizzazioni e, di conseguenza, in maniera del tutto regolare.

La stessa perizia Ispra è stata prodotta lo scorso anno dall’Avvocatura dello Stato anche nel processo penale bis, tutt’ora in corso davanti al Tribunale di Rovigo, nel quale risultano parti offese decine di cittadini che sostengono di essersi ammalati a causa dell’inquinamento atmosferico dovuto alla centrale termoelettrica. Sotto accusa le patologie respiratorie e allergiche riscontrate in particolare nella popolazione infantile. Parti civili al processo figurano anche alcuni enti locali e associazioni; imputati 10 tra manager e dirigenti Enel, alcuni non più in carica. La prossima udienza è fissata per venerdì prossimo e dovrebbe essere dedicata ad ascoltare alcuni consulenti della difesa, che già nelle precedenti udienze ha cercato di smontare il quadro accusatorio prospettato dalla Procura. La sentenza potrebbe arrivare entro la prossima primavera.

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