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andrea-zanoni-02(Fonte: RovigoOggi) - Andrea Zanoni parlamentare del Pd analizza l'esito dell'aula e chiede a gran voce giustizia - Dopo sette ore di requisitoria, il pubblico ministero Manuela Fasolato del Tribunale di Rovigo ha chiesto la condanna per otto dei dieci imputati nel processo Enel bis, ritenuti responsabili di disastro ambientale per la centrale di Porto Tolle. L’eurodeputato Pd Andrea Zanoni ha affermato: “Sono fiducioso che venga ristabilito un minimo di giustizia in una situazione che ha messo a repentaglio la salute dei cittadini. Chi ha inquinato deve pagare”.

 

Lo scorso lunedì 27 gennaio, al termine di sette ore di requisitoria, il pubblico ministero Manuela Fasolato del Tribunale di Rovigo ha chiesto la condanna per otto dei dieci imputati nel processo Enel bis, ritenuti responsabili di disastro ambientale per la centrale di Porto Tolle .

L’eurodeputato Pd Andrea Zanoni, membro della Commissione Envi ambiente, sanità pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, ha affermato:“Siamo arrivati alle battute finali ed ora attendiamo l’esito. Sono fiducioso che venga ristabilito un minimo di giustizia in una situazione che ha messo a repentaglio la salute dei cittadini, con un aumento dell’incidenza delle malattie respiratorie come ha sostenuto in aula il Pubblico Ministero, soprattutto e aspetto ancor più grave nella popolazione infantile del Basso Polesine. Deve essere applicato il principio che chi inquina paga”.

In particolare, sono stati chiesti sette anni per Francesco Luigi Tatò, cinque anni e tre mesi per Paolo Scaroni, tre anni per Fulvio Conti, quattro anni per Leonardo Arrighi, Antonino Craparotta, Alfredo Inesi e Sandro Fontecedro, due anni e sei mesi per Carlo Zanatta, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per Tatò e Scaroni, di cinque anni per Conti, di tre anni per Arrighi, Inesi, Fontecedro e Caprarotta. Reato prescritto per Renzo Busatto ed estinzione del procedimento per morte per Giuseppe Potestio.

L’accusa ha sottolineato il collegamento tra le emissioni della centrale di Polesine Camerini e le patologie respiratorie degli abitanti in quelle zone, evidenziato anche dall’Istituto tumori Veneto, rimarcando che Enel non avrebbe fatto niente per mitigare le emissioni e non avrebbe rispettato, anche usufruendo di continue deroghe, le leggi che lo Stato e la Regione avevano approvato. L’accusa di disastro doloso è sostenuta dal fatto che si sarebbe omessa l’installazione di impianti che avrebbero consentito di tutelare la salute dei residenti e del territorio.

Enel, attraverso una nota stampa, ha replicato definendo le richieste del Pubblico Ministero “prive di qualsiasi fondamento e razionalità” e respingendo ogni capo d’accusa.

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