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assistenza Sequestrata 'casa famiglia' non autorizzata a Porto Tolle. Nella struttura improvvisata, gestita da una società slovena, è stata travata una donna 80enne, della provincia di Ferrara, non autosufficiente I Carabinieri del NAS di Padova e della Compagnia di Adria nei giorni scorsi hanno denunciato due persone per aver messo in piedi una vera e propria comunità alloggio per anziani con specifica denominazione quale “Casa Famiglia”, senza avere però le autorizzazioni sanitarie previste dalla legge. A carico di tale struttura, infatti, i Carabinieri hanno effettuato un sequestro penale preventivo. In questi giorni è prevista la convalida di tale sequestro da parte del GIP del Tribunale di Rovigo, dopo comunque la debita ratifica da parte della Procura della Repubblica rodigina. In tale improvvisata struttura di accoglienza per anziani è stata in particolare individuata una donna 80enne, della provincia di Ferrara, non autosufficiente, assistita da una badante, senza che alla base ci fosse alcuna debita autorizzazione sanitaria di esercizio. Oltre alla normativa nazionale, la Regione Veneto, attraverso la norma quadro della L. 22 del 2002, stabilisce appunto le stringenti prescrizioni per le autorizzazioni e l’accreditamento delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali, evidentemente non rispettate nel caso di specie. Tale casa famiglia, in particolare, era gestita da una società slovena sul conto della quale sono tuttora in corso accertamenti da parte dei Carabinieri. L’alloggio per anziani era stato anche pubblicizzato attraverso volantini, debitamente acquisiti dai Carabinieri di Porto Tolle quale prova documentale della volontà commerciale dell’attività. I due gestori-responsabili si sono quindi giustificati asserendo di aver presentato apposita richiesta di inizio attività al Comune di Porto Tolle, senza però aver ricevuto ancora risposta (per la quale comunque i termini non erano ancora scaduti). Tutto ciò, però, non scusa i due amministratori i quali, per Legge, avrebbero dovuto avere un’autorizzazione preventiva all’esercizio dell’attività di assistenza per anziani nell’erogazione appunto di prestazioni socio sanitarie assistenziali ad anziani. Tra l’altro l’appartamento adibito nella circostanza a struttura di accoglienza era sprovvisto dei criteri basilari assistenziali previsti per legge (assenza di un bagno attrezzato, assenza di assistenza e vigilanza ad opera di un operatore titolato, non corretta gestione dei farmaci, mancanza di spazi esterni attrezzati, etc.).
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