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Oltre 150 tour operator stranieri che incontreranno gli imprenditori regionali

CI SARÀ anche il Polesine, giovedì 10 ottobre all’incontro di apertura di “Buy Veneto”, il workshop internazionale del turismo del Veneto, che, giunto romai alla dodicesima edizione, si terrà all’Hilton Molino Stucky. Sono previsti 150 tour operator stranieri che incontreranno gli imprenditori del turismo regionale. E, appunto, proprio in apertura è previsto un convegno dedicato al “Turismo straniero in Veneto: istruzioni per l’uso” organizzato dalla Regione del Veneto e dal Gist (Gruppo Italiano Stampa Turistica). Anche a voler tralasciare Venezia, il turismo straniero nel Veneto ha una lunga e gloriosa storia, che risale addirittura al Medioevo, ma trova slancio nel XVI secolo (e si pensi, tanto per fare un nome, a Montaigne) e ancor più al tempo del Gran Tour, quando l’inglese Arthur Young aveva scritto che il tratto da Vicenza a Treviso era senza dubbio alcuno la strada più bella del mondo. E, per una volta tanto, il Polesine non era stato escluso dalla partita, tanto che, fra settecento e ottocento aveva ospitato alcuni personaggi di primo piano, da Goethe a Stendhal, da Andersen a Grillparzer e poi ancora Gautier e Dickens. Fra i molti, anche e nientemeno che George Byron, giusto la bella villa settecentesca, che la potente famiglia veneziana degli Zeno aveva fatto edificare in prossimità dell’argine destro del Po e poco lontano da Taglio di Po. E proprio di questo (e altro, naturalmente) parlerà, nel corso del convegno veneziano, Maria Adelaide Avanzo, giovane imprenditrice di Taglio di Po, che con la madre Elaine Avanzo Westropp Bennett gestisce la proprietà di Ca’ Zen, che comprende la villa suddetta. Luogo privilegiato, per bellezza e storia, visto che qui aveva preso le mosse il famoso taglio di Porto Viro al confine tra la orgogliosa Repubblica di San Marco e lo Stato Pontificio. La villa che forse era nata con funzione di casino di caccia, aveva finito per diventare, nell’ultimo Settecento, un importante complesso agricolo. Il nuovo padrone era, infatti, un agiato proprietario terriero romagnolo, il conte Alessandro Guiccioli, cui intorno al 1830 sarebbero subentrati i Casalicchio. Ma proprio ai tempi del conte Guiccioli, George Byron sarebbe stato ospite più di una volta a Ca’ Zen. Il poeta era il pigro amante della giovanissima Teresa Gamba, che il conte aveva sposato in terze nozze. Nella primavera del 1820, quando i pettegolezzi si erano fatti insostenibili, la melodrammatica Teresa, stringendo il petto ribollente nel corsetto da viaggio e avvolgendo i biondi riccioli in uno spesso velo, si recava in carrozza nelle proprietà polesane del marito. E Byron la raggiungeva in barchino, risalendo i canali e i rami del Po fino a Corbola, per poi correre a Ca’ Zen. Non è difficile, allora, immaginare i baci e le risate, i finti inseguimenti nella fuga delle stanze. Oggi, tra vecchie stampe, mobili, poltrone, ninnoli, libri e riviste il visitatore può ritrovare intatte certe suggestioni, come in uno di quei cottage che si affacciano sulla ordinata campagna inglese. Merito della attuale padrona di casa, capitata qui dall’Irlanda (dove i suoi si erano trasferiti dall’Inghilterra ai tempi di Swift), sposa di uno degli Avanzo, che avevano ereditato la villa dai Casalicchio. È un sogno allora questo lembo di Inghilterra a pochi metri dal Po. Sergio Garbato

 

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