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L'indagine - Secondo l'Agenzia delle Entrate non sono mai state registrate al Catasto, per un valore di 237mila euro.
L’ente ha incrociato le mappe catastali con le immagini aeree dell’Agea
Case sconosciute al catasto, o, come le ha definite l’Agenzia delle Entrate, case fantasma”. Solo in provincia di Rovigo sono 313 (meno che nelle altre sette province)

con una rendita catastale presunta di 237mila euro. Sono invece 1.615 le unità immobiliari “definitive”, quelle cioè “emerse” dopo che gli interessati hanno provveduto spontaneamente a presentare gli atti di aggiornamento del Catasto, per un valore catastale di un milione e 300mila euro. In Veneto l’operazione “case fantasma” ha portato all’attribuzione a più di 25mila immobili di una rendita presunta complessiva di 12 milioni di euro. Sono questi i risultati dell’ultima fase della complessa operazione di regolarizzazione delle case sconosciute al Catasto, condotta dall’Agenzia a livello nazionale, che in regione ha fatto emergere oltre 62mila unità immobiliari urbane non censite nella base-dati catastale. L’attività di controllo è stata realizzata grazie all’incrocio delle mappe catastali con le immagini aeree rese disponibili dall’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), per “avvistare” così i fabbricati presenti sul territorio ma non nelle banche dati catastali. Il Dl 78/2010 ha previsto poi, in attesa dell’accatastamento definitivo, l’attribuzione d’ufficio di una rendita presunta agli immobili mai dichiarati e non ancora regolarizzati, associando agli stessi una rendita catastale provvisoria. In regione vale più di 42 milioni di euro la somma delle rendite catastali che sono state associate agli immobili accertati e registrati nelle proprie banche dati. In particolare, 30 milioni di euro sono le rendite definitive, cioè attribuite dopo che gli interessati hanno provveduto spontaneamente a presentare gli atti di aggiornamento del Catasto, mentre raggiungono il valore di 12 milioni di euro quelle presunte, cioè attribuite d’ufficio, perché gli immobili non erano stati accatastati volontariamente dai contribuenti alla data del 30 novembre 2012, giorno in cui si è chiusa l’attività di accertamento sui fabbricati non dichiarati. Delle 62mila unità immobiliari censite al Catasto grazie all’operazione di controllo oltre 36mila hanno trovato una rendita catastale definitiva, mentre per circa 25mila ne è stata attribuita una presunta. Treviso risulta la provincia con il dato più elevato per quanto riguarda sia le unità immobiliari - con oltre 23mila nuove unità accertate - sia per l’entità della rendita catastale complessiva: oltre 13 milioni di euro. Segue la provincia di Verona, con 9,5 milioni di euro, e oltre 11mila nuove unità immobiliari accertate.

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