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Civitanova Polesine - Il Consiglio di Palazzo Celio voterà la delibera - Anche la Virgili a favore . Primo ok in commissione: assenti Lega e Pdl, si astiene soltanto la Fds - Marco Randolo Civitanova aspetta il sì della Provincia. Palazzo Celio, infatti, deve comunicare alla Regione il proprio parere sulla fusione tra i sei Comuni del Medio Polesine. Solo allora, da Venezia, sarà fissata la data del referendum

(che si terrà con tutta probabilità a gennaio) chiamato a dire (senza preoccuparsi del quorum) l’ultimo sì al matrimonio tra Arquà, Costa, Frassinelle, Pincara, Villamarzana e Villanova del Ghebbo. Per votare, la Provincia ha tempo fino a metà dicembre. Il Consiglio provinciale, in ogni caso, è convocato per lunedì prossimo. Intanto, però, si è espressa la Prima commissione che, nei giorni scorsi, si è riunita in seduta congiunta con la conferenza dei capigruppo. Assenti i rappresentanti di Lega Nord e Pdl, così come la capogruppo del Psi Silvana Mantovani. La commissione, quindi, ha votato per il “sì” pressoché all’unanimità: si è di fatto astenuta solamente Oriana Girardi (Federazione della Sinistra), mentre hanno votato a favore Giuseppe Traniello Gradassi (Pd, ed ex sindaco di Pincara), Fiorella Cappato (Udc) e Ivano Gibin (gruppo misto). Tra i capigruppo (senza diritto di voti) ha sollevato distinguo solamente Matteo Masin (Federazione della Sinistra) dichiarando sospeso” il proprio giudizio e riservandosi di esprimere in aula, per esteso, la propria posizione sull’argomento fusioni. Del resto, nei giorni scorsi, anche il compagno di partito e vicepresidente della Provincia Guglielmo Brusco aveva sollevato la questione - polemizzando a distanza con Confartigianato - di fatto bocciando le fusioni. In Giunta (dove però la delibera non approderà), tra l’altro, la posizione di Brusco non sarebbe isolata: ci sarebbero, a quanto pare, anche altri assessori non proprio favorevoli all’operazione di matrimonio a sei. Ma a serrare le file è la presidente Tiziana Virgili - per altro, l’unica componente di Giunta ad avere potere di voto in Consiglio - richiamando con decisione all’approvazione della delibera. Un placet, quello della Virgili, tutt’altro che scontato visto che, da sindaco di Fratta, si è chiaramente espressa contro la fusione del proprio Comune con i sei di Civitanova rompendo il patto che, dai tempi del Pati, legava i destini di Fratta a quelli di Arquà, Costa e compagnia. “Ma qui - spiega - ragiono da presidente della Provincia e prego tutti di non sollevare polemiche pretestuose. La Regione ci chiede un parere sulla fusione, e per noi, come Provincia, la nascita di Civitanova non cambia nulla nell’ambito del territorio. Per cui, se i rispettivi sindaci hanno deciso di intraprendere questo percorso, noi rispetteremo la loro posizione”. Dunque la Virgili voterà a favore? “In aula lo vedrete”, svicola.

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