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patto-dei-sidnaci-54(Fonte: RovigoOggi) - 58,8 milioni di euro, a tanto ammonta la cifra della somma di tutti i Paes pubblici dei 20 comuni aderenti al progetto coordinato dalla Provincia.

Entro gennaio la consegna alla commissione europea - Il Patto dei sindaci è arrivato ad una tappa quasi conclusiva del progetto dei Piani di azione per l’energia sostenibile. Sono state messe insieme tutte le azioni pubbliche vagliate per i 20 comuni aderenti al progetto per una somma di 58,8 milioni di euro, che ricadrebbero su un terzo della popolazione della provincia. “L’obiettivo è presentare i singoli progetti alle giunte e consigli comunali entro il mese di gennaio per poi impacchettare tutto e inviare la domanda alla Jrc dell'Unione europea” spiega Giuliana Gulmanelli che come assessore della Provincia ha la responsabilità del coordinamento del progetto portato avanti con Cna, Unindustria Rovigo e il laboratorio universitario dello Iuav di Venezia.

Il Patto dei sindaci ha ingranato la quinta. Il 23 dicembre a palazzo Celio c’è stata la più tappa più importante del progetto per il contenimento delle emissioni di Co2 da consegnare a Bruxelles, sono state aggregate infatti tutte le azioni sui 20 comuni. La parte tecnica del lavoro in pratica è terminata, le due associazioni di categoria, da una parte Cna e dall’altra Unindustria, nel mese di gennaio illustreranno alle giunte e ai consigli comunali il documento finale con tutti i dettagli.

A ritrovarsi allo stesso tavolo i rappresentanti e tecnici del protocollo Patto dei sindaci: Francesco Musco per l’università Iuav di Venezia, Renzo Moro per Unindustria, Franco Cestonaro per Cna, Angelo Milan, Bonato ed Emmanuele Dall’Oco quali tecnici delle associazioni sotto il coordinamento della Provincia rappresentata da Giuliana Gulmanelli e da Massimiliano Braghin, supervisore del progetto. I comuni coinvolti sono Villamarzana, Canaro, Stienta, Castelnovo Bariano, Polesella, Occhiobello, Melara, Bosaro, Crespino, Costa di Rovigo, Porto tolle, Badia Polesine, Castelguglielmo, Fratta Polesine, San Martino di Venezze, Arquà Polesine, Bosaro, Pincara e Frassinelle.

I Paes, piani di azione per l’energia sostenibile, prevedono sui beni dei 20 comuni aderenti la realizzazione di impianti fotovoltaici per 12 milioni e 500mila euro, operazioni di efficientamento energetico degli edifici pubblici pari a quasi 21 milioni di euro, soluzioni a basso consumo per l’illuminazione pubblica per il costo di 9milioni e 400mila euro, ed ancora progetti per le telecomunicazioni, la mobilità sostenibile, la cogenerazione e il teleriscaldamento, l’efficientamento degli impianti energivori, ecc. Messi in fila i progetti superano i 50 milioni di euro, cifra indispensabile per accedere ai finanziamenti europei, arrivando a 58,8 milioni di euro, raggiungendo un’equa distribuzione degli interventi tra le due squadre infatti hanno sviluppato progetti per 29 milioni di euro. C’è da considerare che i comuni potrebbero aggiungere ulteriori azioni. “Auspico - ha dichiarato l’assessore Gulmanelli - rapporti più stretti con mondo imprenditoriale locale, in modo da invogliare anche i privati in azioni per il risparmio energetico da sommare alle azioni pubbliche. Ora contatterò tutti i sindaci in modo da rispettare i tempi che ci siamo dati”. L'obiettivo è cheentro il mese di gennaio avvenga la consegna all'ufficio Jrc, Joint research centre, dell'Ue per l’approvazione e la successiva bancabilità Bei. “Le progettazioni definitive e il piano di fattibilità avverranno dopo l’approvazione comunitaria ma prima della gara pubblica per la selezione del partner privato della Esco” spiega Gulmanelli. La Esco sarà la società a capitale misto pubblico e privato, che dovrà attivare la richiesta di finanziamento alla Bei. “Gli investimenti in Esco totali potrebbero superare anche i 100 milioni di euro” spiega ancora Gulmanelli.

I Paes coinvolgeranno il territorio un terzo degli abitanti della provincia, 73.141 per la precisione. Il quadro è chiaro sui volumi di Co2 evitata, sul valore investimento, sull’occupazione sviluppata e sulla ricaduta sulla filiera locale. Tra i dati emersi più importanti c’è quello degli occupati stimati l’anno: 546 per progettazione, permitting e costruzione, 43 per la gestione. Per ora sono escluse, perché soggette ad ulteriori passaggi tecnici e politici o perché necessitano di partecipazione private, le azioni macro che coinvolgono tutti i comuni, come per esempio la progettazione piste ciclabili e rotatorie, gli investimenti sulla filiera dei rifiuti e azioni innovative ancora incentivabili come la concentrazione solare termodinamica.

“I tempi di rientro degli investimenti, tempo di pay-back, - spiega Braghin - allocati per aggregato di tecnologia sono di tutto rispetto, gli stessi, al di là dell’opinione di ognuno all'ultima riunione, sono stati tarati in relazione all'ultimo report di dicembre 'Energy Efficiency Report' redatto dalla School of management del Politecnico di Milano, dipartimento di ingegneria gestionale, condiviso con i più importanti player italiani sul tema, tra l'altro all'evento internazionale di presentazione 4 dicembre a Milano, aula magna gremita, vi ero solo io di rodigino”.

La Regione Veneto coordina un secondo progetto provinciale di Patto dei sindaci che coinvolge 37 comuni di cui però ancora non si conosce lo stato dei lavori; agli esordi c’è stata una polemica con la Provincia riguardo le competenze e il diritto di capofila. “Tuttora - conclude Gulmanelli - non escludo che possa esserci un rapporto costruttivo con la Regione Veneto, se decidesse di avere un ruolo positivo ne trarremmo vantaggio tutti, rispettando pero il ruolo di tutti gli enti”.

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