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strisce pazze(fonte LA VOCE).QUALITA’ URBANA LINEA DI MEZZERIA A ZIG ZAG DA UN ANNO.Ci sarà qualcosa di strano nell’aria del Polesine. Non si spiega altrimenti questo fiorire di strisce pazze che, a quanto pare, non si ferma ai confini della città capoluogo.

Non bastavano le strisce pedonali che muoiono in mezzo alla strada (do you remember via Portello?) o quelle disegnate a lato di un campo arato (eravamo a Borsea). Occhiobello, evidentemente, non vuole sentirsi da meno. Forse perché, da quelle parti, un pochino si sentono ferraresi, forse per legittimo campanilismo, anche il comune rivierasco ha voluto dar prova di essere perfettamente in grado di produrre strisce stradali assolutamente incomprensibili. Succede sull’argine del grande fiume, nel tratto che, dal ponte della Statale 16, va verso il ponte ferroviario. Territorio di Santa Maria Maddalena. Non è una strada: è una ciclabile, dove ci si può imbattere in questo bizzarro disegno che vedete riportato nella fotografia. La linea di mezzeria, infatti, ad un certo punto forse si spaventa. Ha un brivido. Devia, poi piega di nuovo, fino a tornare dritta. Una serpentina, uno zig-zag incomprensibile. E che desta lo stupore di molti. Anche nei giorni scorsi, sui social network, l’immagine è tornata a rimbalzare suscitando anche ilarità. Già, è tornata. Perché di quel tratto di ciclabile si era già parlato, anche sulle colonne della “Voce”. Un anno fa: era il febbraio del 2013. Appena tracciata la nuova linea di mezzeria sulla ciclabile, in molti avevano segnalato quella stranezza. Troppo evidente per non saltare agli occhi. E il comune, in fretta e furia, aveva risposto. Spiegando che era tutto giusto, e che tutto andava bene esattamente così. Con una “esse” tracciata al centro dell’asfalto. L’ufficio tecnico del comune, infatti, aveva spiegato che “la linea di mezzeria è stata tracciata in previsione della collocazione di barriere fisse di delimitazione alla circolazione dei veicoli”. “Barriere fisse - spiegavano - che avranno lo scopo di delineare la direzione di marcia inibendo il passaggio ai veicoli, eccetto quelli autorizzati”. Nobile proposito, ma che ad oltre un anno di distanza è rimasto assolutamente lettera morta. E che iscrive di diritto la “linea pazza” dell’argine del Po nella galleria degli “errori/orrori” stradali che costellano tante strade in tutto il Polesine.

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