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venaziano ostaggio dei libiciIL CASO PREOCCUPAZIONE PER LE SUE CONDIZIONI DI SALUTE. Era in Libia per lavorare alla ricostruzione della rete idrica e fognaria. Il tecnico veneziano Gianluca Salviato, 48 anni, è stato rapito a Tobruk, in Cirenaica, nella parte orientale del paese. E ora è profonda apprensione sul suo stato di salute: Salviato, infatti, è diabetico e ha bisogno di insulina quotidianamente. L’intelligence italiana, intanto, esclude l’ipotesi che si che il rapimento sia a sfondo terroristico.

Più facile, secondo gli 007, che si tratti di criminalità comune e che l’obiettivo del commando sia di ottenere un cospicuo riscatto in cambio della liberazione dell’ostaggio. “Un episodio maturato in ambito criminale”, come un rapimento a scopo di estorsione, “più che un atto legato al terrorismo”, eventualità che comunque “al momento non si può escludere del tutto”. Sottolineano infatti i servizi. “Tutti i canali in Libia sono stati attivati, sulla base di un’eccellenza che viene riconosciuta alla nostra intelligence”, hanno riferito fonti interne alle agenzie all’AdnKronos. “La situazione è fluida e il lavoro è in corso”, viene rilevato. Gianluca Salviato era in Cirenaica per motivi professionali: lavora, infatti, per una ditta di costruzioni friulana che da anni opera nella regione. Da un anno e mezzo, nel dettaglio, l’azienda italiana è impegnata nella ricostruzione degli impianti idrici e fognari di Tobruk: Salviato si trovata a lì per compiere un sopralluogo di collaudo. Al cantiere - aggiudicato all’azienda friulana con un appalto da 130 milioni di euro - lavorano 200 operai libici ed egiziani oltre ad una trentina di tecnici e dirigenti. Ma, anche se tutti sono al lavoro per riportare a casa l’ostaggio, a Trebaseleghe, nel Padovano, dove risiede, e a Martellago (Venezia), suo paese natale, l’ansia per le condizioni di Salviato è palpabile. E anche il primo cittadino di Venezia Giorgio Orsoni ha espresso “la mia preoccupazione per Gianluca Salviato. Mi auguro - le parole del primo cittadino - che nelle prossime ore la sua famiglia possa ottenere quelle notizie positive e tranquillizzanti che anche tutti noi attendiamo”. Salviato, infatti, è fratello di una dipendente del comune di Venezia. “Alla famiglia Salviato, alla nostra dipendente - continua Orsoni - la vicinanza del Comune di Venezia in questa particolare situazione di attesa che, ribadisco, tutti ci auguriamo possa risolversi al più presto e nel migliore dei modi possibili”

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