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Michela-Furin(Fonte: RovigoOggi) - EDILIZIA ROVIGO Piano casa o per la cementificazione? Michela Furin del M5s analizza la legge e spara a zero contro il governatore Zaia e il consigliere regionale Cristiano Corazzari

- Una legge per cementificare ancor di più il Veneto. Così viene descritta la legge sul piano casa dall’ex consigliere comunale esponente del M5s Michela Furin. Dito puntato contro la classe dirigente della Regione Veneto, in particolare al governatore Luca Zaia e al consigliere Cristiano Corazzari.

Nata come legge straordinaria, il Piano casa di fatto è diventata legge ordinaria (validità di 2 anni, poi prorogati ad altri 2 e ora a ulteriori 5) in deroga alle previsioni edificatorie dei Pat comunali, già sovradimensionati. “Il piano casa aumenta la capacità edificatoria rispetto alla precedente versione e prevede per le abitazioni un’aggiunta di 150 mc che, per il governatore Zaia, vogliono dire “una stanza in più per il figlio” di 50 mq e che può essere costruita anche a 200 metri di distanza dall’edificio esistente - analizza l'ex consigliere comunale ed oggi solamente attivista del Movimento cinque stelle Michela Furin - Se sommiamo le agevolazioni del Decreto del fare alle possibilità edificatorie concesse dal Piano casa, siamo di fronte alla totale deregolamentazione delle norme urbanistiche: ampliamenti fino all'80%, possibilità di costruire anche in zone vincolate, possibilità di demolizione e ricostruzione con modifica della sagoma dell'edificio, spostamento dell’ampliamento fino a 200 metri dall’edificio esistente, costruzioni in deroga alla distanza dai confini e in deroga alle altezze previste dalla zona omogenea, semplificazione delle pratiche autorizzative”. Il Piano casa ha trovato una forte opposizione da parte dei sindaci, anche leghisti. “Se consideriamo che la gestione dei nuovi sottoservizi sarò a carico del comune, oltre al danno del mancato introito degli oneri, c’è pure la beffa dell’aumento dei costi per le manutenzioni delle nuove infrastrutture - continua a spigare Furin - Il Veneto è la regione più cementificata dopo la Lombardia, ma si continua a costruire ovunque edifici anche se sempre più spesso restano vuoti, sfitti e in vendita. Il Veneto è ad elevato rischio idrogeologico, soggetto ormai a periodiche alluvioni, ma si continuano a tagliare i fondi destinati alla messa in sicurezza del territorio. La pianura padana è tra le zone più inquinate di Europa ma la Regione Veneto, invece di intervenire riducendo le fonti di inquinamento ( e solo l’edilizia residenziale è causa di oltre il 30% delle emissioni di Co2) ne favorisce il loro incremento”. Il governatore Zaia nel suo cammino ha più volte parlato di “consumo zero di suolo” ma non sembra procedere in questa direzione. “In un momento di forte crisi economica, quale investitore penserebbe di insediare un’attività in una zona già ad alto rischio di dissesti idrogeologici? E in caso di disastro - annunciato - per mancanza di prevenzione e di manutenzioni programmate a favore invece di un continuo aumento di aree cementificate, chi risarcirà i cittadini per i prossimi danni futuri? - conclude Michela Furin - Prontamente il consigliere regionale della Lega, Corazzari, ha proposto una soluzione: proprio come fosse un agente assicurativo, sta invitando i cittadini veneti a stipulare delle polizze assicurative contro i disastri, che le banche hanno già pronte. Corazzari, visto che lei è responsabile, insieme a tutti i suoi colleghi, per le scelte operate sulla pelle dei Veneti che ha tanto a cuore, allora da cittadino veneto le chiedo: provvederà di persona a pagare le rate dell’assicurazione e a risarcire i cittadini in caso di danno?”

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